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Cambiare le abitudini

Mantieni i tuoi pensieri positivi.
Perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive.
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi.
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive.
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

M. Gandhi

Per quale motivo le nostre emozioni negative sono così forti da impedirci di provarne di positive oppure di cambiare la nostra prospettiva per riuscire a trovare una soluzione e invece ci bloccano e ci fanno stare male?

Forse capita anche a te infatti di sentirti bloccato a causa delle tue emozioni negative, del malessere che senti. Il motivo è semplice: ogni emozione negativa è tanto più forte perché ogni giorno la alimentiamo con i nostri pensieri.

Questo perché è il nostro pensiero che genera in noi l’emozione e non quello che accade, né il comportamento degli altri. Inoltre l’emozione non è che nasce in un momento e poi rimane da sola a tormentarci, ma siamo noi che la rinnoviamo ogni giorno attraverso il nostro modo di pensare, facendolo diventare una abitudine e rendendola sempre più forte e particolarmente insistente nella nostra vita.

Solitamente ci accorgiamo delle situazioni che viviamo, comprendiamo l’emozione che proviamo perché la sentiamo dentro di noi, ma ci sfugge il pensiero che l’ha creata. Vediamo l’inizio e la fine ma ci sfugge la comprensione del processo intermedio

Quindi ad esempio vedo il comportamento del mio amico, provo l’emozione negativa, ma non mi rendo conto del pensiero attraverso cui io ho creato quella emozione, non ne sono consapevole perché è diventata un’abitudine.

Ma allora cosa è un’abitudine?

Le abitudini servono a semplificarci la vita, sono una scorciatoia attuata dalla nostra mente per evitare di dover avere controllo su tutte le cose che facciamo.

Ad esempio quando guido la macchina, non presto attenzione a come metto le marcie o come premo i pedali, perché lo faccio da anni e quindi lo faccio in automatico. Lo stesso vale per aprire una porta, usare il telefono, cucinare, ecc. tutti comportamenti che sono entrati nel nostro modo di agire, che siamo abituati a fare continuamente e per cui non prestiamo magari molta attenzione. Spesso accade che mentre parliamo pensiamo ad altro, facciamo le cose abituali in maniera automatica e questo è utile perché se dovessimo prestare attenzione ad ogni singolo movimento, probabilmente impazziremmo.

Tuttavia, tutte le nostre abitudini le creiamo sempre noi attraverso la ripetizione. Cioè più ripeto un determinato comportamento, più ripeto un determinato pensiero, più ripeto un determinato modo di vedere le cose, più questo diventerà un’abitudine che poi si attiverà in automatico in quelle circostanze

Per cui non dovrò più stare a riflettere o essere consapevole delle situazioni che vivo, perché quando ci sarà quel tipo di circostanza automaticamente la mia mente avrà imparato ad agire in un certo modo, a pensare in una certa maniera e quindi prenderà sempre la strada che gli abbiamo insegnato.

Ecco perché se io penso in maniera negativa oggi, domani, dopodomani, alla fine la mia mente pensa in maniera negativa in quelle circostanze in maniera automatica. perché sa che in quelle situazioni e quello modo di procedere, il modo giusto di osservare la realtà e di interagire con essa.

Di conseguenza ci ritroviamo a definire naturale, un comportamento che semplicemente siamo abituati a tenere o un modo di pensare che è diventato una abitudine. Non è che faccia parte del nostro modo di essere da quando siamo nati, è solo che l’abbiamo acquisita nel tempo, come probabilmente alcune delle abitudini attuali, non le avevamo qualche anno fa e viceversa.

La cosa importante da capire è che più pensiamo in un certo modo, più ci viene spontaneo continuare a farlo e come detto prima, così continuiamo ad alimentare le nostre emozioni negative. Quindi per cancellare le emozioni negative, possiamo solo cambiare i pensieri che le hanno create.

Come con un tubo collegato ad un rubinetto aperto è inutile provare a fermare l’acqua con la mano, così è inutile sperare di fermare le emozioni davanti a certe situazioni. Ma se chiudiamo il rubinetto e quindi nel tubo l’acqua non entra più, allora la pressione finisce subito e non devi neanche mettere la mano davanti per fermarla.

Lo stesso succede quando cambiamo il nostro pensiero, è come chiudere il rubinetto grazie al quale l’emozione scompare. Questa è una cosa fondamentale da comprendere, con la consapevolezza di dover lavorare subito per cambiare quell’abitudine con un’altra, all’inizio più faticosa ma col tempo sempre più facile e utile, perché fino a quando non interrompiamo la vecchia abitudine, non potremo crearne una nuova.

Costruire un’abitudine richiede tempo, pazienza, costanza. La vecchia abitudine ci abbiamo messo anni a costruirla, perché non abbiamo cominciato a pensare in maniera negativa della sera alla mattina, ma l’abbiamo fatto giorno dopo giorno. Allo stesso modo anche per crearci una nuova abitudine, dovremo lavorare ogni giorno sul nuovo modo di pensare, dobbiamo farlo tante volte al giorno, ogni giorno, con costanza e pazienza, anche se sappiamo che è difficile, perché mentre lavoriamo sulla nuova abitudine, quella vecchia emergerà tantissime volte, ricordandoci che per noi è più comoda e meno faticosa della nuova.

Ma noi vogliamo emozioni positive, vero?

Alla prossima e se sei iscritto al corso, fai gli esercizi

 

Un abbraccio dal Mister 😊

La nostra vita dipende dal nostro atteggiamento

Spesso la vita non ci ha dato quello che volevamo o ci ha messo in difficoltà…

Probabilmente non siamo soddisfatti di quanto stiamo ottenendo, di quanto e di come ci esprimiamo, della vita che abbiamo attorno, di tutto quello di cui non siamo contenti; o semplicemente vogliamo di più o crediamo di meritare di più.

Purtroppo, spesso crediamo di non essere i responsabili dei nostri scarsi risultati, che non sia colpa nostra se le cose non vanno come vorremmo, che è colpa degli altri, del destino, della sorte… Ma credimi, non è così!

È senz’altro vero che ci sono aspetti, condizioni, avvenimenti della nostra vita che non possiamo cambiare, o condizionare, ma è ancor più vero che sono le nostre azioni a produrre i risultati che otteniamo e che le nostre azioni sono dettate dai nostri pensieri, i quali a loro volta sono diretta conseguenza del nostro stato d’animo e dell’approccio che noi abbiamo con tutto quanto fa parte della nostra vita!

Che impatto credi abbia la capacità di indirizzare al meglio i nostri pensieri, in modo che siano potenzianti e funzionali ai nostri obiettivi per avere sempre un atteggiamento vincente?

Ti sei mai chiesto perché ci sono persone che ottengono risultati grandiosi e persone che, a parità di condizioni, non vanno oltre risultati mediocri, o addirittura, collezionano insuccessi?

La risposta è che i vincenti hanno lavorato su questi aspetti:

  • ✓ Autostima
  • ✓ Fiducia in sé stessi
  • ✓ Gestione dello stato d’animo
  • ✓ Gestione dello stress
  • ✓ Motivazione
  • ✓ Sicurezza nei propri mezzi
  • ✓ Abilità relazionali
  • ✓ Gestione del cambiamento
  • ✓ Intelligenza Emotiva

Tutti elementi che ci permettono di realizzare noi stessi e far emergere tutto il meglio che è in noi. Perché prima di essere genitori, imprenditori, impiegati ed operai, studenti o pensionati… prima di tutto siamo persone, con delle emozioni, con un passato, un presente e un futuro…che può dipendere da noi.

LA VITA È UNA QUESTIONE DI ATTEGGIAMENTO.

Se non siamo contenti di ciò che abbiamo, di ciò che siamo o di quanto otteniamo, è bene che smettiamo di fare le stesse cose di sempre o avremo gli stessi risultati di sempre.

Queste parole forse potranno sembrare dure e forse la prima reazione è di non considerarle… ma dentro di noi sappiamo che sono vere. Ed è la volontà di fare un passo in direzione del cambiamento che ci porterà in situazioni diverse, con la grande convinzione che la vita di ognuno di noi può cambiare in ogni momento.

Se stai seguendo il corso per imparare a pensare positivo, riceverai tramite mail gli esercizi da fare, altrimenti resta sintonizzato e … Pensa Positivo.

A presto

Il Mister 🙂

Mezzo pieno o mezzo vuoto ?

Oggi affrontiamo il tema dell’ottimismo, quindi il modo di pensare la nostra missione di vita dal punto di vista delle cose positive, (che io ritengo la visione migliore nella vita) piuttosto che delle cose negative o del presunto realismo di cui ora parleremo.

Partiamo quindi dal vedere la differenza tra ottimismo, realismo e pessimismo, per capire che cosa sono realmente; cosa vuol dire in pratica essere o non essere l’altro, cercando in qualche modo di evitare la confusione che si fa attorno a queste parole, perché spesso ci sono dei luoghi comuni che ci indicano un modo distorto della realtà. Provo quindi a mostrarti perché essere ottimisti è la scelta giusta e come nonostante il nostro modo di vedere nella nostra vita fino a questo momento sia stato più o meno negativo, possiamo sviluppare una mentalità ottimista.

Il primo punto è distinguere i tre grandi elementi, pessimismo, realismo e ottimismo.

Il pessimista osserva sempre il lato negativo delle cose e si focalizza sui problemi e sulle difficoltà. cioè su quello che non andrà bene, le cose che potrebbero risultare pericolose, il fallimento possibile. In qualche modo si prefigura che cosa potrebbe andare storto e si concentra su quello e su cosa può accadere. Inoltre ha un atteggiamento di sfiducia nei confronti degli altri perché si aspetta che la fiducia sarà mal riposta e che gli altri se ne approfitteranno.

L’ottimista al contrario cerca sempre la soluzione, cioè si focalizza sulle cose positive e sulle opportunità. Cerca sempre di trovare una soluzione al problema, pensa che ci sia sempre un’alternativa e in qualche modo va sempre a cercare l’aspetto buono, il vantaggio, la parte utile delle situazioni o dei comportamenti, concentrandosi sulle occasioni che la vita offre.

Il terzo tipo, a cui di solito si fa ricadere il ruolo di essere quello più equilibrato se così vogliamo dire, è il realista. Eppure questi è quasi sempre un pessimista che cerca di sembrare obiettivo e consapevole della realtà, al di là della visione più o meno positiva o negativa delle cose. Fondamentalmente maschera la sua visione negativa, perché a nessuno piace interagire con un pessimista e quindi dice di essere obiettivo, cioè realista, per sembrare più credibile.

La verità è che tutti siamo o pessimisti o ottimisti, perché tutti vediamo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Vediamo qual è la differenza…

Per comprendere meglio il pessimismo e l’ottimismo, per prima cosa cerchiamo di fare chiarezza e stabiliamo se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Partiamo dal dato di fatto, cioè dalla realtà. Il bicchiere è riempito a metà e non conta da che parte lo si guardi, perché la quantità contenuta nel bicchiere è sempre la stessa. Se ci abbiamo versato un decilitro di acqua, in quel bicchiere c’è un decilitro e se guardiamo la parte piena o la parte vuota, il risultato non cambia. Il realismo di questa situazione dice che c’è mezzo bicchiere di acqua sul tavolo.

Questo è il punto di partenza, ma da una parte del tavolo c’è un pessimista e pensa che l’acqua sia poca ed insufficiente, non la beve e comincia a fare pensieri di scarsità e mancanza ed a creare emozioni negative per una situazione che giudica sbagliata. Dall’altra parte del tavolo c’è un ottimista che vede il mezzo bicchiere d’acqua, lo prende e se lo beve per dissetarsi. Dopodiché, convinto che da qualche parte l’acqua deve essere arrivata, andrà a cercare la sorgente per riempirlo di nuovo. Come vedi, il bicchiere è sempre lo stesso, la quantità di acqua la stessa, la visione è diametralmente opposta.

Cosa cambia? Cambia che il pessimista si concentra su cosa manca, cioè sulla parte vuota del bicchiere e di conseguenza crea pensieri negativi che produrranno ansia, insoddisfazione e malumore.

Dalla parte opposta, l’ottimista si focalizza sulla parte piena del bicchiere, sa benissimo che con quell’acqua non potrà soddisfare tutte le esigenze, ma sa anche che in questo momento gli toglierà un po’della sua sete e soprattutto comincia a pensare alle cose positive, come capire dove poter riempire nuovamente il bicchiere, affrontando la situazione senza lamentarsi e cercando l’alternativa e la soluzione.

Questo non vuol dire che essere ottimisti annulla i problemi e ci rende soddisfatti, ma che concentrandosi ed apprezzando quello che si ha, si può affrontare la situazione e risolvere i problemi presenti.

Una persona pessimista innanzitutto guarda subito nei suoi stessi confronti per vedere dove sta il problema, cerca l’incapacità, i limiti e le difficoltà dovuti alla mancanza di fiducia, che lo rendono inadatto ad affrontare la sfida, convincendosi di non essere in grado di fronteggiare le difficoltà da superare. Inoltre il pessimista ha una visione di tipo permanente, credendo oltre che dipendere da sé stessi, essere anche immutabili.

È convinto cioè che quelle difficoltà durino nel tempo, che i suoi limiti non cambieranno che i problemi non si risolveranno, che la sfortuna continuerà a perseguitarlo. In questo modo vede il problema come irrisolvibile. Inoltre la visione pessimista tende anche a diventare pervasiva, perché ogni piccolo aspetto della vita che presenti un problema, tenderà a diventare invasivo su tutti gli altri, per cui la situazione negativa che sperimento nel lavoro, porterà ad avere emozioni negative in tanti altri aspetti, creando la convinzione che tutto andrà male.

La visione pessimista di conseguenza non ammette speranza, non ha fiducia, non ammette possibilità nel cambiamento e quindi è caratterizzata sostanzialmente dalla paura.

Mentre la fiducia è una visione ottimista della vita. Nel momento in cui ci apriamo agli altri credendo nel loro potenziale, stiamo guardando l’aspetto positivo. Quando cerchiamo di comprendere gli altri invece di accusarli, guardiamo per l’ennesima volta all’aspetto positivo e queste sono tutte azioni che hanno l’ottimismo alla base.

Ricorda che l’ottimista cerca una soluzione, si concentra sulle possibilità, non si arrende perché ha anche fiducia sé stesso e quando parleremo di autostima scoprirai che l’autostima non è altro che la consapevolezza del nostro reale valore.

Il pessimista invece crede di essere il problema, non si rende conto che in realtà è la soluzione attraverso cui vincere ogni sfida. Saranno la sua potenzialità ed il suo valore a fornirgli gli strumenti per riuscire mentre egli crede di non avere questi strumenti. Quindi il pessimismo impedisce di osservare la realtà per quella che è, inibendo il nostro potenziale.

Di contro, l’ottimista andrà a cercare l’aspetto positivo ovunque esso sia. Siamo consapevoli che attorno a noi c’è disperazione, paura, odio, sofferenza fame, difficoltà, problemi.

Una persona ottimista infatti non è quella che ignora i problemi ma quella che va a cercare soluzioni nonostante le difficoltà, nonostante tutti attorno gli dicono che non ci potrà essere una soluzione e che è tutto inutile.

Ma allora se l’ottimismo è la base della fiducia, del perdono, della sicurezza interiore, della libertà ecc… per quale motivo e così facile incontrare gente pessimista piuttosto che ottimista, perché la gente preferisce lamentarsi preoccuparti di quello che non va bene piuttosto che cercare soluzioni ai problemi e voler migliorare? Possiamo e dobbiamo cambiare tutti insieme questo aspetto della nostra cultura e quindi diamo il buon esempio.

Lo scopo della vita

Greg 1

” Lo scopo della vita è … una vita che abbia uno scopo. ( R. L. Montalcini )

” Basta poco per rendere felice una vita; è tutto dentro di te nel tuo modo di pensare.” ( M. Aurelio )

” Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare ” ( Seneca )

TU SAI DOVE STAI ANDANDO?

Sei sicuro di percorrere davvero la tua strada? Oppure ti stai lasciando trasportare nelle circostanze che la vita ti ha messo davanti? O peggio ancora stai addirittura seguendo il percorso impostato da altri? Se ci pensi bene, qual è la prima cosa che fai quando organizzi un viaggio? Ti chiedi dove vuoi andare, stabilisci una meta, un continente, una nazione, regione, città, posto specifico giusto?

La stessa cosa dovrebbe accadere nella vita, altrimenti rischi di essere “un passeggero passivo” del viaggio più importante, non perché tu non sappia come condurre ma solo perché non sai dove dirigerti con precisione. Forse nessuno sino ad oggi ti ha mai spiegato che è possibile, nessuno ti ha mai detto che esiste il modo, la metodologia, la strategia ma non potrai mai raggiungere nulla se prima non lo definisci chiaramente nella tua Testa e nel tuo cuore.

Le domande più frequenti ma anche più antiche del mondo che le persone si rivolgono in genere sono:

  • Chi Sono?
  • Dove sto andando?

Provate a rispondere….! Le risposte, insieme ad altre riflessioni costruttive che ti farò qui di seguito, serviranno a te per fare il punto della situazione ed a me per conoscerti meglio. È interessante sapere che se dovessi riconoscere nel tuo profilo il cliente che potenzialmente potrei aiutare entrerai da subito a far parte di un programma studiato su misura per te. In caso contrario verrai avvisato per ringraziarti comunque e darti le reali motivazione della scelta che ha portato a respingere la tua richiesta.

DOMANDE..

  1. Se con gli occhi di un genitore attento, avessi la possibilità di immaginare la condotta di tuo figlio da adulto, elenca tre qualità, valori che ti piacerebbe molto  gli appartenessero e spiega perché le ritieni importanti…
  2. Proiettandoti tra 10/15/20 anni come ti augureresti vivamente di vederti? Descrivilo con tre aggettivi…
  3. Chiudi gli occhi e immagina  una quercia robusta e secolare, quali sensazioni  spereresti di destare in chi ti osserva? Usa le tre parole-qualità-valori che per primi ti vengono in mente e che sai di possedere dentro di te, anche se non le hai manifestate sempre oppure in parte o mai!

Bene. A questo punto la quercia rappresenta il tuo corpo e le sensazioni che hai elencato sono quelle che realmente dovresti provare nei confronti di esso.

PROGRAMMA DI MOTIVAZIONE

Consiste in 8 Moduli Specifici e Personali, propedeutici a mettere in ordine e in chiaro la propria vita in tutti i sensi e sotto tutti gli aspetti: personale/sentimentale/lavorativo/relazionale/scopo di vita. Perché è importante la comprensione della motivazione?

Per vivere la vita alle proprie condizioni e non continuare a girare a vuoto come nella ruota del criceto o camminare con il freno a mano tirato.

Nei moduli, tramite riflessioni, domande giuste, mirate e calibrate, scoprirai perché ancora sei bloccato, rallentato, perché non hai ottenuto i risultati, non hai raggiunto ciò che avresti desiderato, voluto e potuto. Scoprirai il motivo per cui fai tanta fatica come se fossi impantanato nelle sabbie mobili.

Scoprirai che il “segreto” E’ sapere dove si va, ma la maggioranza delle persone purtroppo non lo sa e si fa trasportare/gestire dagli eventi, situazioni, persone, che sceglieranno al posto loro! Scoprirai che con delle domande utili e funzionali e una guida attenta alle tue esigenze si sposterà completamente la rotta nella tua vita e si sa che nella vita o guidiamo o seguiamo !!!

Fallo ora, non aspettare  le “condizioni favorevoli” giuste, di avere tutto il denaro, il tempo o di sentirti pronto. concediti gli obiettivi che creeranno i risultati; Il Pessimista vede difficoltà in ogni Opportunità; L’Ottimista vede Opportunità in ogni difficoltà!

Quindi non importa come ti senti oggi, se sei inginocchiato, stanco, demotivato; rialzati e vai nella direzione che senti o pensi di meritare. Se senti di non meritare questo allora poniti delle domande, il perché ed a cosa può servirti tutto questo. Ricorda :

  • Se vuoi che le cose cambino, tu devi cambiare!
  • Se vuoi di più dalla vita, Tu devi dare di più!
  • Se non miri a qualcosa, naturalmente non raggiungerai mai nulla!
  • Se pianti girasoli, cresceranno girasoli sempre se tu li annaffierai
  • Ciò che si deve imparare a fare, lo imparerai facendolo ma è proprio necessario che tu faccia il primo passo. Il giro del mondo inizia proprio con il primo passo.

È tempo di rivolgere il tuo sguardo al Sole alle Soluzioni, solo così ogni ombra e problema te li potrai lasciare alle spalle.

Da oggi amati un po’ di più!

Fonte: www.metodosiisalute.it

Spegni la mente Accendi il cervello

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Un manuale teorico-pratico che permette di trasformare uno stato di stress e affaticamento in benessere fisico, mentale ed emotivo in otto settimane. Gli esercizi lavorano gradualmente e in profondità per garantire un’evoluzione costante e duratura.

Spegni la Mente. Accendi il Cervello è un libro tramite il quale l’autrice condivide nozioni di Medicina Tradizionale, Naturopatia, Biologia, Neuroscienze e Spiritualità contemporanea, con il solo scopo di applicarle in maniera pratica e utile al quotidiano personale.

Uno stato di stress e di esaurimento deriva da una mancata unione fra corpo-mente-cuore, pertanto il testo vuole essere un viaggio esperienziale pratico intento a motivare il lettore a ritrovare e ricreare questa unione interiore.

Ogni capitolo contiene nozioni teoriche semplificate seguito poi da esercizi pratici emeditazioni semplici da integrare nel proprio quotidiano.

Rispecchiando la natura dell’autrice, il manuale sposa la concretezza della scienza con l’intangibilità del mondo emotivo interiore per offrire una prospettiva di apertura, di possibilità e di evoluzione.

AUTORE

Annalisa Corti, mamma di due bambini, Wellness Coach e Trainer, sostiene i suoi clienti tramite un protocollo di coaching multidisciplinare basato su Neuroscienze, PNL, Naturopatia e Meditazione Mindfulness. Laureata in Psicologia, Gestione delle Risorse Umane a Ginevra in Svizzera. Ha conseguito un Master in Sviluppo Socio-Economico Internazionale alla Duke University negli Stati Uniti. Diplomata in Naturopatia, certificata PNL Practitioner, certificata Istruttore Mindfulness e Mindfulness & Wellness Coaching. I suoi vent’anni all’estero, oltre alle lingue e alle esperienze, le hanno insegnato che la Verità unica è un’illusione, mentre l’illusione dell’unione è la Verità dalla quale attingere.

Il Subcosciente

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La mente, come un ICEBERG, è costituita da due parti distinte: la punta dell’iceberg è la COSCIENZA, la parte sommersa è il SUBCOSCIENTE.

E come per l’iceberg noi tendiamo a vedere solo ciò che è emerso, come per la nostra mente consideriamo poco, o per nulla, il meraviglioso mondo del nostro subcosciente.

Esso rappresenta la parte più estesa di noi  e riceve dalla Coscienza le informazioni raccolte  dalla ripetizione dei comportamenti appresi, aiutandoci molto spesso a risolvere velocemente situazioni già vissute nel momento in cui si ripresentano. Semplicisticamente, non toccare una cosa che ci ha scottati, piuttosto che cambiare le marce dell’automobile, o scrivere su una tastiera di un computer, sono tutti comportamenti che generano delle informazioni che immagazziniamo, facendoci agire nel modo corretto nel momento in cui la situazione si ripresenterà.

C’è un continuo travaso di dati tra le due menti senza che noi ce ne accorgiamo. La spettacolarità è che nel travaso passano anche le emozioni e le sensazioni provate, che sono ancorate al fatto successo.

Se per esempio veniamo morsi da un cane (anche senza ricordare di averlo vissuto), oltre all’esperienza fisseremo dentro di noi il dolore, la paura e lo choc. E tutto ciò comporterà che quando vedremo un cane, presumibilmente attraverseremo la strada pur di non incrociarlo vicino a voi.

L’esempio fatto sopra può sembrare banale nell’esprimere  il condizionamento che si crea nella nostra mente. Ma ora proviamo a pensare quando nostra madre, padre, marito, moglie etc.  ci ha ripetutamente  detto che siamo incapaci, inetti, falliti etc. Ebbene, questa informazione (questo fatto) viene registrata nel nostro subcosciente ed ogni volta che noi ci troveremo ad affrontare una situazione nuova in cui avremo la necessità di metterci alla prova, il messaggio registrato salterà fuori.

Il risultato quale sarà?  Con la convinzione subcosciente di essere incapaci, ci comporteremo come tali e tutti i pensieri e comportamenti che assumeremo ci faranno mancare l’obiettivo e non saremo in grado di evitare che quanto abbiamo desiderato si trasformi in realtà.

L’aspetto positivo è che la catena evento-ricordo-comportamento può anche funzionare a nostro vantaggio.  Se, ad esempio, riceviamo la conferma di essere amati anche quando stiamo commettendo degli errori, il nostro subcosciente registra il fatto sotto forma di sicurezza. Ciò ci permetterà di affrontare situazioni difficoltose con una visione della realtà ottimistica e con maggior sicurezza. I risultati saranno così garantiti.

E LA COSA FANTASTICA E’ CHE IL NOSTRO SUBCOSCIENTE NON GIUDICA SE L’INFORMAZIONE PASSATA E’ O CORRETTA O MENO, SENSATA O ASSURDA, VERA O FALSA. Procede solo ad immagazzinarla come un fedele servitore ed a riprodurla quando se ne ripresenterà la necessità e quando le sensazioni e le emozioni saranno simili.

Noi abbiamo quindi la possibilità di invertire la marcia dei nostri pensieri negativi ed in maniera cosciente installare con volontà, convinzione ed emozione nuovi pensieri positivi, che se ripetuti frequentemente influiranno sui nostri comportamenti.

Fonte: www.iopertecoach.com

L’atleta consapevole

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A Radio Siena abbiamo parlato dei fattori di stress subiti o vissuti dagli atleti professionisti e amatoriali.

I maggiori fattori di stress provengono dalla natura endogena della competizione (la pressione di vincere, la bravura degli avversari, il rischio degli infortuni, eccetera); della pressione che la società sportiva esercita sugli atleti e dal tipo di ambiente che la società riesce a creare o a facilitare; dalla vita personale di ogni atleta che può essere distratto da familiari ammalati, difficoltà coniugali, e così via.

Ci sono moltissimi esempi di atleti e squadre che hanno adottato dei protocolli di allenamento mentale per rafforzare le capacità interiori dell’atleta di affrontare e rispondere a i più comuni fattori di stress. I protocolli più comuni sono quelli della meditazione mindfulness, utilizzati da i Chicago Bulls, L.A. Lakers, Seattle Seahawks, con atleti come Michael Jordan, Kobe Bryant, Lebron James, e molti altri.

Scopri il protocollo usato ascoltando la trasmissione che ti invito ad ascoltare, dura solamente una ventina di minuti e ti regala tante risate oltre a delle riflessioni e informazioni interessanti.

Clicca qui per ascoltare: https://goo.gl/47Kv4D.

Fonte: www.evocoaching.com

L’auto-consapevolezza: il guardone Illuminato

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Seguito un esercizio di auto-indagine in aula, una giovanissima dipendente, dopo aver elaborato i suoi risultati, comunica al gruppo di essersi rassegnata a vivere una vita mediocre per il più breve tempo possibile. Le sorrido, le faccio i miei complimenti, e continuo la lezione. Al termine dell’incontro lei timidamente mi chiede il perché le ho fatto i complimenti. “Perché adesso sai che tipo di vita stai vivendo, qualche settimana fa dicevi che tutto andava bene e ci credevi pure” le rispondo.

Tutti i percorsi formativi di crescita personale e interiore iniziano con la coltivazione dell’auto-consapevolezza. Se non sai chi sei, cosa fai, cosa dici, cosa pensi, cosa senti, cosa desideri, come potrebbe mai essere possibile una tua evoluzione? L’auto-consapevolezza è l’ABC del percorso evolutivo; è il punto di partenza; è il Guardone Illuminato che si evolve guardando, osservando, comprendendo i particolari di quello che pensi, che fai, che senti, con l’unico scopo di offrirti alternative, soluzioni, e ingrandire la tua prospettiva.

Hai presente quando ti trovi seduto al bar, accanto a una coppia che sta litigando in modo colorato, impossibile da ignorare? In un secondo diventi consapevole del loro linguaggio, la loro postura, il loro tono di voce, se ti concentri un po’ di più riesci a capire anche quale siano i desideri reciproci che non riescono a comunicarsi fra di loro. Ti viene quasi la voglia di intrometterti e di offrire una strategia risolutiva al fine del loro bene. Non sarebbe figo se il nostro Guardone Illuminato fosse così lucido e consapevole anche per offrire a noi la strategia migliore per la nostra felicità e benessere?

Non ci dimentichiamo che siamo unione corpo-mente-cuore e che se viviamo nell’inconsapevolezza, viviamo nella negazione, e se viviamo nella negazione, sarà il nostro corpo a farci diventare consapevoli di quello che succede nel nostro mondo interiore. Dai messaggi del cuore non si sfugge. Le nostre Verità emergono sempre, con l’auto-consapevolezza ci evitiamo tanti malesseri fisici, oppure riusciamo a trasformarli in tempi più rapidi, proprio perché siamo connessi alla nostra essenza e al nostro scopo.

Il Guardone Illuminato nel cervello

Come abbiamo visto nelle settimane precedenti, la resilienza emotiva e la positività a lungo termine sono caratteristiche che possono essere coltivate e allenate, quindi non sarai di certo sorpreso che sia così anche per l’auto-consapevolezza. Dopotutto, noi possiamo essere tutto quello che desideriamo e che non desideriamo. La persona felicemente infelice non desidera la felicità e non l’otterrà. Tuttavia la persona infelicemente infelice desidera la felicità e – con i suoi tempi e i suoi mezzi – uscirà alla Luce e aprirà le sue ali. La resilienza emotiva, la positività a lungo termine, l’auto-consapevolezza, l’attenzione, che vedremo nelle prossime settimane sono tutte caratteristiche acquisibili con desiderio, impegno e costanza.

Le parti del cervello che si attivano, secondo studi condotti con risonanze magnetiche funzionali, sono principalmente la corteccia insulare e la corteccia somatosensoriale. Ripeto qui quello che ho introdotto nelle settimane scorso per sottolineare il ruolo del nostro cervello nei nostri stati d’animo.

La corteccia insulare:  Comunemente chiamata insula è situata nelle pieghe del nostro cervello, proprio nel suo interno, ed è una mappa viscerotropica del corpo. A ciascuno degli organi viscerali corrisponde un punto specifico dell’insula. Lei riceve un segnale dai nostri organi e ne disegna una mappa, è una stazione di monitoraggio di tutto ciò che accade all’interno del corpo, dal collo in giù. Inoltre, cosa ancora più interessante, è che l’insula invia segnali agli organi, ordinando al cuore di aumentare il battito, o ai polmoni di respirare più lentamente. Infine, l’insula è collegata anche alla percezione di emozioni, non solo sensazioni fisiologiche.

La corteccia somatosensoriale: collega ogni millimetro di pelle a un punto della corteccia somatosensoriale, perciò possiamo dire che la corteccia somatosensoriale contiene una mappa della superficie del corpo, mentre l’insula contiene una mappa dell’interno del corpo. Per esempio, quando ci arrabbiamo è grazie all’insula se percepiamo che il nostro cuore batte forte, che abbiamo un nodo in gola e la tensione addominale, mentre è merito della corteccia somatosensoriale se percepiamo che il nostro viso è arrossato e siamo accaldati.

Coltivare l’Auto-Consapevolezza

Andiamo quindi a capire come far lavorare queste parti del nostro cervello al fine di aumentare la nostra Auto-consapevolezza. E’ importante però rimanere sempre nell’equilibrio e nell’armonia. Un’auto-consapevolezza iperattiva spesso sfocia in ipocondria e ansia, dove ogni piccolo segnale fisiologico / emotivo fa scattare campanelli di allarme e attacchi di panico. Gli esercizi delle Tre C che seguono servono quindi per modulare l’auto-consapevolezza mantenendola in equilibrio senza che questa oscilli da un estremo all’altro.

1) Il Corpo: abbiamo visto come le due parti del cervello collegate all’auto-consapevolezza sono direttamente collegate al corpo (pelle e visceri), quindi la prima cosa per coltivare questa caratteristica è praticare un rilassamento muscolare, un body scan, o un qualsiasi esercizio contemplativo che porti l’attenzione alla percezione del corpo, allenando al contempo la mente all’attenzione e alla concentrazione. Su YouTube ci sono tantissimi audio gratuiti di questo tipo, altrimenti sei il benvenuto a scaricarti il mio Rilassamento Muscolare gratuito cliccando QUI.

2) La concentrazione: in caso di auto-consapevolezza iperattiva che sfocia in attacchi di panico e ipocondria, è necessario allenare la mente alla concentrazione sul momento presente e non sullo scenario immaginario che parte automaticamente. Per fare questo è sufficiente portare – più volte al giorno – l’attenzione al respiro lento e profondo che va a potenziare la corteccia prefrontale, spegnendo la circuito della distrazione e equilibrando il circuito della paura che coinvolge l’amigdala. Se ti scarichi il rilassamento muscolare, riceverai dopo sette giorni un altro esercizio audio che ti aiuterà a fare questo.

3) Chi sono ora: Questo esercizio è semplicissimo. Ogni volta che ti senti frastornato ma non sai articolare come ti senti, quindi stai vivendo un momento inconsapevole, prova a farti la seguente domanda: Chi Sono Ora?  E prova a dare una risposta completa al massimo delle tue possibilità. Per esempio, non riesci a concentrarti sulle cose che sono sulla scrivania perché sei ancora in casa a litigare con il tuo compagno dopo la cena di ieri sera. Se qualcuno ti chiede come stai, riesci solo a dire che stai bene perché non riesci ad articolare il tuo stato d’animo, nemmeno a te stessa. Intraprendi quindi un dialogo conoscitivo con te stessa:

Chi Sono Ora? Sono (nome)

Come ti senti? Mi sento (emozione). [Attenzione a non far partire la storia, identifica un’emozione e nomina quella].

In quale parte del mio corpo vive questa emozione? Sento (l’emozione) in (parti del corpo). [Se senti più emozioni nominale una alla volta e collocale individualmente nel tuo corpo].

L’esercizio potrebbe evolversi a lungo per indagare credenze limitanti, paure, pregiudizi, eccetera. Per lavorare sull’auto-consapevolezza è sufficiente collocare una qualsiasi emozione nel corpo, DOPO averla riconosciuta, e rimanere in sua compagnia.

E’ possibile che all’inizio sia un pochino faticoso ma con il tempo, man mano che acquisisci maggiore lucidità interiore e capacità di auto-osservarti, noterai grandi benefici. Il tuo Guardone Illuminato saprà sempre confermarti se ti trovi nella strada funzionale alla tua evoluzione oppure no; saprà sempre farti notare le tue infinite possibilità di scelta; e infine saprà rassicurarti nei momenti difficili quando tutto sembra remarti contro. Il tuo Guardone Illuminato sarà lì per ricordarti che tu sei il cielo e che il tuo ruolo è di accogliere le nuvole, il sole, la pioggia, e gli arcobaleni.

Buona evoluzione e fammi sapere come ti trovi.

Fonte: www.evocoaching.com

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