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Lezione 5

Questo è l’esercizio che ti propongo di fare da oggi :

Fai un elenco di cose che ti piace fare, cose divertenti e gradevoli che ti trasmettono e fanno vivere emozioni e stati d’animo positivi. Includi:

  • Cose che puoi fare ovunque
  • Cose che puoi fare facilmente
  • Cose che puoi fare senza l’aiuto di altri
  • Cose che non hanno un prezzo in denaro

Scrivi una lista di almeno 10 cose (so che saranno di più) e tieni questo elenco a portata di mano, in borsa, nel portafogli o nel cellulare. Usala ogni volta che ti senti giù o che hai bisogno di focalizzarti su qualcosa di positivo per cambiare la tua concentrazione. Ricorda che da quello su cui ti concentri derivano i tuoi pensieri e da questi le tue emozioni.

Come avrai letto nell’articolo di oggi, il fare costantemente gli esercizi di questo corso, ti aiuterà a creare nuove abitudini e con esse nuove emozioni e la capacità saper pensare positivo sempre. Non ci sono interrogazioni né esami da affrontare, ma se non farai gli esercizi, non imparerai nulla rispetto a chi legge soltanto gli articoli.

Io ci sono sempre e se hai bisogno scrivimi.

 

Un abbraccio

Il Mister 🙂

Cambiare le abitudini

Mantieni i tuoi pensieri positivi.
Perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive.
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi.
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive.
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

M. Gandhi

Per quale motivo le nostre emozioni negative sono così forti da impedirci di provarne di positive oppure di cambiare la nostra prospettiva per riuscire a trovare una soluzione e invece ci bloccano e ci fanno stare male?

Forse capita anche a te infatti di sentirti bloccato a causa delle tue emozioni negative, del malessere che senti. Il motivo è semplice: ogni emozione negativa è tanto più forte perché ogni giorno la alimentiamo con i nostri pensieri.

Questo perché è il nostro pensiero che genera in noi l’emozione e non quello che accade, né il comportamento degli altri. Inoltre l’emozione non è che nasce in un momento e poi rimane da sola a tormentarci, ma siamo noi che la rinnoviamo ogni giorno attraverso il nostro modo di pensare, facendolo diventare una abitudine e rendendola sempre più forte e particolarmente insistente nella nostra vita.

Solitamente ci accorgiamo delle situazioni che viviamo, comprendiamo l’emozione che proviamo perché la sentiamo dentro di noi, ma ci sfugge il pensiero che l’ha creata. Vediamo l’inizio e la fine ma ci sfugge la comprensione del processo intermedio

Quindi ad esempio vedo il comportamento del mio amico, provo l’emozione negativa, ma non mi rendo conto del pensiero attraverso cui io ho creato quella emozione, non ne sono consapevole perché è diventata un’abitudine.

Ma allora cosa è un’abitudine?

Le abitudini servono a semplificarci la vita, sono una scorciatoia attuata dalla nostra mente per evitare di dover avere controllo su tutte le cose che facciamo.

Ad esempio quando guido la macchina, non presto attenzione a come metto le marcie o come premo i pedali, perché lo faccio da anni e quindi lo faccio in automatico. Lo stesso vale per aprire una porta, usare il telefono, cucinare, ecc. tutti comportamenti che sono entrati nel nostro modo di agire, che siamo abituati a fare continuamente e per cui non prestiamo magari molta attenzione. Spesso accade che mentre parliamo pensiamo ad altro, facciamo le cose abituali in maniera automatica e questo è utile perché se dovessimo prestare attenzione ad ogni singolo movimento, probabilmente impazziremmo.

Tuttavia, tutte le nostre abitudini le creiamo sempre noi attraverso la ripetizione. Cioè più ripeto un determinato comportamento, più ripeto un determinato pensiero, più ripeto un determinato modo di vedere le cose, più questo diventerà un’abitudine che poi si attiverà in automatico in quelle circostanze

Per cui non dovrò più stare a riflettere o essere consapevole delle situazioni che vivo, perché quando ci sarà quel tipo di circostanza automaticamente la mia mente avrà imparato ad agire in un certo modo, a pensare in una certa maniera e quindi prenderà sempre la strada che gli abbiamo insegnato.

Ecco perché se io penso in maniera negativa oggi, domani, dopodomani, alla fine la mia mente pensa in maniera negativa in quelle circostanze in maniera automatica. perché sa che in quelle situazioni e quello modo di procedere, il modo giusto di osservare la realtà e di interagire con essa.

Di conseguenza ci ritroviamo a definire naturale, un comportamento che semplicemente siamo abituati a tenere o un modo di pensare che è diventato una abitudine. Non è che faccia parte del nostro modo di essere da quando siamo nati, è solo che l’abbiamo acquisita nel tempo, come probabilmente alcune delle abitudini attuali, non le avevamo qualche anno fa e viceversa.

La cosa importante da capire è che più pensiamo in un certo modo, più ci viene spontaneo continuare a farlo e come detto prima, così continuiamo ad alimentare le nostre emozioni negative. Quindi per cancellare le emozioni negative, possiamo solo cambiare i pensieri che le hanno create.

Come con un tubo collegato ad un rubinetto aperto è inutile provare a fermare l’acqua con la mano, così è inutile sperare di fermare le emozioni davanti a certe situazioni. Ma se chiudiamo il rubinetto e quindi nel tubo l’acqua non entra più, allora la pressione finisce subito e non devi neanche mettere la mano davanti per fermarla.

Lo stesso succede quando cambiamo il nostro pensiero, è come chiudere il rubinetto grazie al quale l’emozione scompare. Questa è una cosa fondamentale da comprendere, con la consapevolezza di dover lavorare subito per cambiare quell’abitudine con un’altra, all’inizio più faticosa ma col tempo sempre più facile e utile, perché fino a quando non interrompiamo la vecchia abitudine, non potremo crearne una nuova.

Costruire un’abitudine richiede tempo, pazienza, costanza. La vecchia abitudine ci abbiamo messo anni a costruirla, perché non abbiamo cominciato a pensare in maniera negativa della sera alla mattina, ma l’abbiamo fatto giorno dopo giorno. Allo stesso modo anche per crearci una nuova abitudine, dovremo lavorare ogni giorno sul nuovo modo di pensare, dobbiamo farlo tante volte al giorno, ogni giorno, con costanza e pazienza, anche se sappiamo che è difficile, perché mentre lavoriamo sulla nuova abitudine, quella vecchia emergerà tantissime volte, ricordandoci che per noi è più comoda e meno faticosa della nuova.

Ma noi vogliamo emozioni positive, vero?

Alla prossima e se sei iscritto al corso, fai gli esercizi

 

Un abbraccio dal Mister 😊

La nostra vita dipende dal nostro atteggiamento

Spesso la vita non ci ha dato quello che volevamo o ci ha messo in difficoltà…

Probabilmente non siamo soddisfatti di quanto stiamo ottenendo, di quanto e di come ci esprimiamo, della vita che abbiamo attorno, di tutto quello di cui non siamo contenti; o semplicemente vogliamo di più o crediamo di meritare di più.

Purtroppo, spesso crediamo di non essere i responsabili dei nostri scarsi risultati, che non sia colpa nostra se le cose non vanno come vorremmo, che è colpa degli altri, del destino, della sorte… Ma credimi, non è così!

È senz’altro vero che ci sono aspetti, condizioni, avvenimenti della nostra vita che non possiamo cambiare, o condizionare, ma è ancor più vero che sono le nostre azioni a produrre i risultati che otteniamo e che le nostre azioni sono dettate dai nostri pensieri, i quali a loro volta sono diretta conseguenza del nostro stato d’animo e dell’approccio che noi abbiamo con tutto quanto fa parte della nostra vita!

Che impatto credi abbia la capacità di indirizzare al meglio i nostri pensieri, in modo che siano potenzianti e funzionali ai nostri obiettivi per avere sempre un atteggiamento vincente?

Ti sei mai chiesto perché ci sono persone che ottengono risultati grandiosi e persone che, a parità di condizioni, non vanno oltre risultati mediocri, o addirittura, collezionano insuccessi?

La risposta è che i vincenti hanno lavorato su questi aspetti:

  • ✓ Autostima
  • ✓ Fiducia in sé stessi
  • ✓ Gestione dello stato d’animo
  • ✓ Gestione dello stress
  • ✓ Motivazione
  • ✓ Sicurezza nei propri mezzi
  • ✓ Abilità relazionali
  • ✓ Gestione del cambiamento
  • ✓ Intelligenza Emotiva

Tutti elementi che ci permettono di realizzare noi stessi e far emergere tutto il meglio che è in noi. Perché prima di essere genitori, imprenditori, impiegati ed operai, studenti o pensionati… prima di tutto siamo persone, con delle emozioni, con un passato, un presente e un futuro…che può dipendere da noi.

LA VITA È UNA QUESTIONE DI ATTEGGIAMENTO.

Se non siamo contenti di ciò che abbiamo, di ciò che siamo o di quanto otteniamo, è bene che smettiamo di fare le stesse cose di sempre o avremo gli stessi risultati di sempre.

Queste parole forse potranno sembrare dure e forse la prima reazione è di non considerarle… ma dentro di noi sappiamo che sono vere. Ed è la volontà di fare un passo in direzione del cambiamento che ci porterà in situazioni diverse, con la grande convinzione che la vita di ognuno di noi può cambiare in ogni momento.

Se stai seguendo il corso per imparare a pensare positivo, riceverai tramite mail gli esercizi da fare, altrimenti resta sintonizzato e … Pensa Positivo.

A presto

Il Mister 🙂

P.R.O. pessimismo, realismo, ottimismo

Ciao a tutti, l’articolo di oggi si collega e completa quello della scorsa settimana, relativo al tema dell’ottimismo.

Innanzitutto, dobbiamo riconoscere che noi veniamo educati fin da piccoli a vedere sempre le cose negative o comunque a lamentarci ed a trovare quello che non va bene. In un certo senso è come se la nostra formazione culturale ci preparasse al peggio, insegnandoci a riconoscere tutto ciò che è negativo, a preoccuparci delle possibili minacce ed a vivere in maniera ansiosa i potenziali problemi che potrebbero verificarsi.

Questo è il nostro problema di base, perché cresciamo con un nostro modello ben preciso, creato guardando tantissimi altri modelli di tipo pessimista che ci circondano e molto spesso queste persone sono a noi molto vicine, come i genitori, i fratelli, gli amici, i colleghi. Gente che si lamenta continuamente o comunque che ha sempre di che protestare, che mette in evidenza sempre le cose che non vanno bene, che parla sempre di sfortuna e cattiva sorte. Cresciamo con questa visione negativa della vita che diventa il nostro modo di guardare le cose.

Essere ottimisti o essere pessimisti, diventa una nostra abitudine, cioè il modo del tutto inconsapevole, automatico e spontaneo in cui tendiamo a guardare le cose, creandoci una serie di convinzioni, che nel tempo si rafforzano.

Ricordiamoci che in pratica il bicchiere è riempito a metà, ma se lo guardiamo mezzo pieno oggi, poi lo rivediamo mezzo pieno domani e così via, ci verrà spontaneo di guardare sempre la parte piena del bicchiere.

Ovviamente vale lo stesso per il contrario e vale per il bicchiere, come per tutte le altre cose della nostra vita, per cui se guardiamo sempre i difetti, tutti gli aspetti criticabili, tutto ciò che per noi non va bene e va cambiato, (anche se poi non facciamo nulla per cambiare ma ci lamentiamo e basta) è ovvio che a lungo andare questo diventa il nostro modo di vedere le cose e poiché ci focalizziamo sulle cose negative, riusciamo a vedere bicchieri mezzi vuoti dappertutto, a colpo d’occhio, mentre quelli mezzi pieni neanche li notiamo.

Inoltre, una persona pessimista con la sua visione negativa della vita, con le sue convinzioni di sfiducia e di diffidenza nei confronti del mondo esterno (ma anche di sé stessa non credendo nelle sue potenzialità), con il suo atteggiamento si crea una sorta di protezione dalle delusioni della vita chiudendosi al mondo esterno per prevenire la sofferenza emotiva.

Il vero ottimista invece, (non quello ingenuo e superficiale che prende tutto alla leggera senza assumersi responsabilità, ma quello che vede il problema e cerca la soluzione) si rende conto che all’interno della nostra esistenza, malgrado le difficoltà ed i problemi del nostro vivere quotidiano, c’è sempre qualcosa di positivo. Come in amore. Se vuoi essere felice, ama quello che hai, focalizzati sulle cose belle che la vita ti offre, sulle emozioni che vivi, senza pretendere nulla e senza delegare la tua felicità alle cose esterne ed agli altri.

In più, la persona ottimista avrà anche una serie di benefici negati agli altri:

  • Vivere stati d’animo piacevoli
  • Avere una salute migliore
  • Essere motivati da una sana autostima
  • Determinazione nel cercare la soluzione ai problemi
  • Il piacere di amare e godersi la vita

Quindi …

Il realista, sicuro della sua convinzione di conoscere la realtà, crede che la vita e le situazioni siano già scritte, anche se non le comprende davvero e non si sforza di migliorarle.

Il pessimista, schiacciato dalle emozioni negative che lui stesso crea, crede che la vita e le situazioni dipendono dagli altri e dalla sorte che per lui è avversa.

L’ottimista, sostenuto da emozioni positive e dall’entusiasmo, crede la vita e le situazioni dipendono da sé stesso, dalla propria volontà e dalle proprie azioni.

Sii l’artefice della tua vita, stai con noi e impara a pensare positivo 🙂

 

Un abbraccio dal vostro Mister 🙂

Mezzo pieno o mezzo vuoto ?

Oggi affrontiamo il tema dell’ottimismo, quindi il modo di pensare la nostra missione di vita dal punto di vista delle cose positive, (che io ritengo la visione migliore nella vita) piuttosto che delle cose negative o del presunto realismo di cui ora parleremo.

Partiamo quindi dal vedere la differenza tra ottimismo, realismo e pessimismo, per capire che cosa sono realmente; cosa vuol dire in pratica essere o non essere l’altro, cercando in qualche modo di evitare la confusione che si fa attorno a queste parole, perché spesso ci sono dei luoghi comuni che ci indicano un modo distorto della realtà. Provo quindi a mostrarti perché essere ottimisti è la scelta giusta e come nonostante il nostro modo di vedere nella nostra vita fino a questo momento sia stato più o meno negativo, possiamo sviluppare una mentalità ottimista.

Il primo punto è distinguere i tre grandi elementi, pessimismo, realismo e ottimismo.

Il pessimista osserva sempre il lato negativo delle cose e si focalizza sui problemi e sulle difficoltà. cioè su quello che non andrà bene, le cose che potrebbero risultare pericolose, il fallimento possibile. In qualche modo si prefigura che cosa potrebbe andare storto e si concentra su quello e su cosa può accadere. Inoltre ha un atteggiamento di sfiducia nei confronti degli altri perché si aspetta che la fiducia sarà mal riposta e che gli altri se ne approfitteranno.

L’ottimista al contrario cerca sempre la soluzione, cioè si focalizza sulle cose positive e sulle opportunità. Cerca sempre di trovare una soluzione al problema, pensa che ci sia sempre un’alternativa e in qualche modo va sempre a cercare l’aspetto buono, il vantaggio, la parte utile delle situazioni o dei comportamenti, concentrandosi sulle occasioni che la vita offre.

Il terzo tipo, a cui di solito si fa ricadere il ruolo di essere quello più equilibrato se così vogliamo dire, è il realista. Eppure questi è quasi sempre un pessimista che cerca di sembrare obiettivo e consapevole della realtà, al di là della visione più o meno positiva o negativa delle cose. Fondamentalmente maschera la sua visione negativa, perché a nessuno piace interagire con un pessimista e quindi dice di essere obiettivo, cioè realista, per sembrare più credibile.

La verità è che tutti siamo o pessimisti o ottimisti, perché tutti vediamo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Vediamo qual è la differenza…

Per comprendere meglio il pessimismo e l’ottimismo, per prima cosa cerchiamo di fare chiarezza e stabiliamo se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Partiamo dal dato di fatto, cioè dalla realtà. Il bicchiere è riempito a metà e non conta da che parte lo si guardi, perché la quantità contenuta nel bicchiere è sempre la stessa. Se ci abbiamo versato un decilitro di acqua, in quel bicchiere c’è un decilitro e se guardiamo la parte piena o la parte vuota, il risultato non cambia. Il realismo di questa situazione dice che c’è mezzo bicchiere di acqua sul tavolo.

Questo è il punto di partenza, ma da una parte del tavolo c’è un pessimista e pensa che l’acqua sia poca ed insufficiente, non la beve e comincia a fare pensieri di scarsità e mancanza ed a creare emozioni negative per una situazione che giudica sbagliata. Dall’altra parte del tavolo c’è un ottimista che vede il mezzo bicchiere d’acqua, lo prende e se lo beve per dissetarsi. Dopodiché, convinto che da qualche parte l’acqua deve essere arrivata, andrà a cercare la sorgente per riempirlo di nuovo. Come vedi, il bicchiere è sempre lo stesso, la quantità di acqua la stessa, la visione è diametralmente opposta.

Cosa cambia? Cambia che il pessimista si concentra su cosa manca, cioè sulla parte vuota del bicchiere e di conseguenza crea pensieri negativi che produrranno ansia, insoddisfazione e malumore.

Dalla parte opposta, l’ottimista si focalizza sulla parte piena del bicchiere, sa benissimo che con quell’acqua non potrà soddisfare tutte le esigenze, ma sa anche che in questo momento gli toglierà un po’della sua sete e soprattutto comincia a pensare alle cose positive, come capire dove poter riempire nuovamente il bicchiere, affrontando la situazione senza lamentarsi e cercando l’alternativa e la soluzione.

Questo non vuol dire che essere ottimisti annulla i problemi e ci rende soddisfatti, ma che concentrandosi ed apprezzando quello che si ha, si può affrontare la situazione e risolvere i problemi presenti.

Una persona pessimista innanzitutto guarda subito nei suoi stessi confronti per vedere dove sta il problema, cerca l’incapacità, i limiti e le difficoltà dovuti alla mancanza di fiducia, che lo rendono inadatto ad affrontare la sfida, convincendosi di non essere in grado di fronteggiare le difficoltà da superare. Inoltre il pessimista ha una visione di tipo permanente, credendo oltre che dipendere da sé stessi, essere anche immutabili.

È convinto cioè che quelle difficoltà durino nel tempo, che i suoi limiti non cambieranno che i problemi non si risolveranno, che la sfortuna continuerà a perseguitarlo. In questo modo vede il problema come irrisolvibile. Inoltre la visione pessimista tende anche a diventare pervasiva, perché ogni piccolo aspetto della vita che presenti un problema, tenderà a diventare invasivo su tutti gli altri, per cui la situazione negativa che sperimento nel lavoro, porterà ad avere emozioni negative in tanti altri aspetti, creando la convinzione che tutto andrà male.

La visione pessimista di conseguenza non ammette speranza, non ha fiducia, non ammette possibilità nel cambiamento e quindi è caratterizzata sostanzialmente dalla paura.

Mentre la fiducia è una visione ottimista della vita. Nel momento in cui ci apriamo agli altri credendo nel loro potenziale, stiamo guardando l’aspetto positivo. Quando cerchiamo di comprendere gli altri invece di accusarli, guardiamo per l’ennesima volta all’aspetto positivo e queste sono tutte azioni che hanno l’ottimismo alla base.

Ricorda che l’ottimista cerca una soluzione, si concentra sulle possibilità, non si arrende perché ha anche fiducia sé stesso e quando parleremo di autostima scoprirai che l’autostima non è altro che la consapevolezza del nostro reale valore.

Il pessimista invece crede di essere il problema, non si rende conto che in realtà è la soluzione attraverso cui vincere ogni sfida. Saranno la sua potenzialità ed il suo valore a fornirgli gli strumenti per riuscire mentre egli crede di non avere questi strumenti. Quindi il pessimismo impedisce di osservare la realtà per quella che è, inibendo il nostro potenziale.

Di contro, l’ottimista andrà a cercare l’aspetto positivo ovunque esso sia. Siamo consapevoli che attorno a noi c’è disperazione, paura, odio, sofferenza fame, difficoltà, problemi.

Una persona ottimista infatti non è quella che ignora i problemi ma quella che va a cercare soluzioni nonostante le difficoltà, nonostante tutti attorno gli dicono che non ci potrà essere una soluzione e che è tutto inutile.

Ma allora se l’ottimismo è la base della fiducia, del perdono, della sicurezza interiore, della libertà ecc… per quale motivo e così facile incontrare gente pessimista piuttosto che ottimista, perché la gente preferisce lamentarsi preoccuparti di quello che non va bene piuttosto che cercare soluzioni ai problemi e voler migliorare? Possiamo e dobbiamo cambiare tutti insieme questo aspetto della nostra cultura e quindi diamo il buon esempio.

Impara a dire di no!

NO

Avete mai pensato che il dire “No” è il primo vero atto di libertà che compiamo nella nostra esistenza? Quando eravamo piccoli e i genitori badavano a noi ci facevamo docilmente guidare:

“Vuoi mangiare questo?” e tu dicevi “Si!”

“Andiamo al mare?” e tu dicevi “Si!”

“Metti la copertina” e tu dicevi “Si!”

Tutto questo avvenne fino al fatidico giorno in cui, per la prima volta, abbiamo fatto i capricci… rispondendo con un “No”. Da lì è tutto cambiato!

In quel momento, per la prima volta, abbiamo manifestato la nostra volontà indipendente. Per una giusta ragione o per capriccio (che è comunque una manifestazione del nostro io) abbiamo deciso in maniera diversa da quello che gli altri ritenevano giusto per noi.

Questo passo è fondamentale nella vita e va affrontato sia dai genitori che dai figli in maniera corretta. I genitori devono lasciare spazio ai figli nel provare esperienze, ma allo stesso tempo devono essere fermi nell’insegnare le regole sociali e quali sono i giusti valori per affrontare l’esistenza; dall’altro i figli devono sperimentare, tastare con mano e mettersi alla prova, senza cullarsi nell’indolenza e nella sicurezza dovuta alla vita facile a casa sotto l’ombrello protettivo della mamma nostrana.

L’aspetto più affascinante del dire “No” lo vedo nel mondo dell’impresa. Mi è capitato innumerevoli volte di confrontarmi con fornitori,consulenti, partner e professionisti che accettavano ogni proposta o lavoro commissionato senza se o senza ma, salvo poi rimandare le consegne, non rispondere a mail o chiamate,  ritardare la conclusione del progetto, posticipare gli incontri.

Questo perché, di fronte all’offerta, non hanno avuto il coraggio di dire un “No”. Mi spiego meglio: se io so che in un dato periodo di tempo sono pieno di lavoro, non ho risorse o tempo sufficienti, non ho le capacità o le competenze, preferisco dire un “No” ragionato piuttosto che prendermi un impegno, ben sapendo che non riuscirò a mantenerlo.

Quest’ultimo aspetto è molto, ma molto più dannoso che dire un “No” e diminuisce in maniera importante la nostra professionalitàe autorevolezza. Questo non succede se si ha la forza e il coraggio di spiegare le ragioni del diniego, magari posticipando quel progetto ad una data o a un momento dove si è sicuri di fornire il massimo della prestazione e della qualità.

Con una mossa simile guadagniamo stima e rispetto dalla controparte, aumentando la percezione del nostro valore, e anche la nostra leadership sul mercato. Chi impara a dire “No” è veramente libero, non è più schiavo della paura.

Guardiamo al mondo del lavoro. Nel modo attuale gestito dai mass media asserviti ai veri poteri che ci governano, che non sono realmente quelli della politica, un giovane è costretto ad accettare, “ex lege” dopo la laurea, una specialistica e alcune volte anche un master, un lavoro sottopagato in forma di stage, senza alcuna garanzia di essere assunto alla sua fine (e spesso anche con scarsa formazione specifica). Come fa questo giovane a sviluppare la forza di dire “No”? Come fa a crescere come persona e professionistase la strada che gli viene mostrata come unica è quella della costante sottomissione silenziosa?

Lo stesso avviene con tanti professionisti, che per il timore di perdere un cliente (martellati da “la crisi” che incombe su tutto) accettano ogni lavoro, proposta o commissione, o peggio millantano competenze che non hanno pur di chiudere un contratto chesanno fin da subito di non poter mantenere. Risultato: perdono non solo il cliente, ma anche gli altri per colpa del passaparola negativo innescato dalla loro paura.

Riassumendo: bisogna riabituarci a dire “No”. Non per vezzo o per andare controcorrente, ma per riappropriarci della nostra individualità, della nostra indipendenza, della nostra dignità. In una parola, della nostra vita.

Fonte: www.ildentistadelfuturo.it

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Intervista

Mister Pensa Positivo

ascolta-intervista

Pubblico l’intervista che ho tenuto alla web-radio IRF di Luis Fusaro in cui parlo di Pensa Positivo e … del suo Mister. Tanti non mi conoscono bene, alcuni affatto e questa vuol essere per me la miglior occasione per presentarmi in qualche modo a voi tutti. Inoltre come ascolterete verso la fine dell’intervista, ci sono grandi sorprese in arrivo, per cui, mettetevi comodi e soprattutto mi aspetto un vostro parere qui sotto. Inoltre, caro amico o amica che leggi, se hai bisogno di aiuto e non sai a chi rivolgerti, se vuoi parlare liberamente di una questione personale senza subire il giudizio altrui, scrivi a: lapostadelcuore@pensapositivo.eu

E’ garantito il massimo rispetto della privacy e della confidenzialità. Sarà mia cura offrire il massimo supporto alle varie richieste, rispettando la volontà dei richiedenti.

Grazie di cuore a tutti, Giuseppe 🙂

ascolta-intervista

Lo scopo della vita

Greg 1

” Lo scopo della vita è … una vita che abbia uno scopo. ( R. L. Montalcini )

” Basta poco per rendere felice una vita; è tutto dentro di te nel tuo modo di pensare.” ( M. Aurelio )

” Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare ” ( Seneca )

TU SAI DOVE STAI ANDANDO?

Sei sicuro di percorrere davvero la tua strada? Oppure ti stai lasciando trasportare nelle circostanze che la vita ti ha messo davanti? O peggio ancora stai addirittura seguendo il percorso impostato da altri? Se ci pensi bene, qual è la prima cosa che fai quando organizzi un viaggio? Ti chiedi dove vuoi andare, stabilisci una meta, un continente, una nazione, regione, città, posto specifico giusto?

La stessa cosa dovrebbe accadere nella vita, altrimenti rischi di essere “un passeggero passivo” del viaggio più importante, non perché tu non sappia come condurre ma solo perché non sai dove dirigerti con precisione. Forse nessuno sino ad oggi ti ha mai spiegato che è possibile, nessuno ti ha mai detto che esiste il modo, la metodologia, la strategia ma non potrai mai raggiungere nulla se prima non lo definisci chiaramente nella tua Testa e nel tuo cuore.

Le domande più frequenti ma anche più antiche del mondo che le persone si rivolgono in genere sono:

  • Chi Sono?
  • Dove sto andando?

Provate a rispondere….! Le risposte, insieme ad altre riflessioni costruttive che ti farò qui di seguito, serviranno a te per fare il punto della situazione ed a me per conoscerti meglio. È interessante sapere che se dovessi riconoscere nel tuo profilo il cliente che potenzialmente potrei aiutare entrerai da subito a far parte di un programma studiato su misura per te. In caso contrario verrai avvisato per ringraziarti comunque e darti le reali motivazione della scelta che ha portato a respingere la tua richiesta.

DOMANDE..

  1. Se con gli occhi di un genitore attento, avessi la possibilità di immaginare la condotta di tuo figlio da adulto, elenca tre qualità, valori che ti piacerebbe molto  gli appartenessero e spiega perché le ritieni importanti…
  2. Proiettandoti tra 10/15/20 anni come ti augureresti vivamente di vederti? Descrivilo con tre aggettivi…
  3. Chiudi gli occhi e immagina  una quercia robusta e secolare, quali sensazioni  spereresti di destare in chi ti osserva? Usa le tre parole-qualità-valori che per primi ti vengono in mente e che sai di possedere dentro di te, anche se non le hai manifestate sempre oppure in parte o mai!

Bene. A questo punto la quercia rappresenta il tuo corpo e le sensazioni che hai elencato sono quelle che realmente dovresti provare nei confronti di esso.

PROGRAMMA DI MOTIVAZIONE

Consiste in 8 Moduli Specifici e Personali, propedeutici a mettere in ordine e in chiaro la propria vita in tutti i sensi e sotto tutti gli aspetti: personale/sentimentale/lavorativo/relazionale/scopo di vita. Perché è importante la comprensione della motivazione?

Per vivere la vita alle proprie condizioni e non continuare a girare a vuoto come nella ruota del criceto o camminare con il freno a mano tirato.

Nei moduli, tramite riflessioni, domande giuste, mirate e calibrate, scoprirai perché ancora sei bloccato, rallentato, perché non hai ottenuto i risultati, non hai raggiunto ciò che avresti desiderato, voluto e potuto. Scoprirai il motivo per cui fai tanta fatica come se fossi impantanato nelle sabbie mobili.

Scoprirai che il “segreto” E’ sapere dove si va, ma la maggioranza delle persone purtroppo non lo sa e si fa trasportare/gestire dagli eventi, situazioni, persone, che sceglieranno al posto loro! Scoprirai che con delle domande utili e funzionali e una guida attenta alle tue esigenze si sposterà completamente la rotta nella tua vita e si sa che nella vita o guidiamo o seguiamo !!!

Fallo ora, non aspettare  le “condizioni favorevoli” giuste, di avere tutto il denaro, il tempo o di sentirti pronto. concediti gli obiettivi che creeranno i risultati; Il Pessimista vede difficoltà in ogni Opportunità; L’Ottimista vede Opportunità in ogni difficoltà!

Quindi non importa come ti senti oggi, se sei inginocchiato, stanco, demotivato; rialzati e vai nella direzione che senti o pensi di meritare. Se senti di non meritare questo allora poniti delle domande, il perché ed a cosa può servirti tutto questo. Ricorda :

  • Se vuoi che le cose cambino, tu devi cambiare!
  • Se vuoi di più dalla vita, Tu devi dare di più!
  • Se non miri a qualcosa, naturalmente non raggiungerai mai nulla!
  • Se pianti girasoli, cresceranno girasoli sempre se tu li annaffierai
  • Ciò che si deve imparare a fare, lo imparerai facendolo ma è proprio necessario che tu faccia il primo passo. Il giro del mondo inizia proprio con il primo passo.

È tempo di rivolgere il tuo sguardo al Sole alle Soluzioni, solo così ogni ombra e problema te li potrai lasciare alle spalle.

Da oggi amati un po’ di più!

Fonte: www.metodosiisalute.it

Spegni la mente Accendi il cervello

spegnilamente-accendiilcervello

Un manuale teorico-pratico che permette di trasformare uno stato di stress e affaticamento in benessere fisico, mentale ed emotivo in otto settimane. Gli esercizi lavorano gradualmente e in profondità per garantire un’evoluzione costante e duratura.

Spegni la Mente. Accendi il Cervello è un libro tramite il quale l’autrice condivide nozioni di Medicina Tradizionale, Naturopatia, Biologia, Neuroscienze e Spiritualità contemporanea, con il solo scopo di applicarle in maniera pratica e utile al quotidiano personale.

Uno stato di stress e di esaurimento deriva da una mancata unione fra corpo-mente-cuore, pertanto il testo vuole essere un viaggio esperienziale pratico intento a motivare il lettore a ritrovare e ricreare questa unione interiore.

Ogni capitolo contiene nozioni teoriche semplificate seguito poi da esercizi pratici emeditazioni semplici da integrare nel proprio quotidiano.

Rispecchiando la natura dell’autrice, il manuale sposa la concretezza della scienza con l’intangibilità del mondo emotivo interiore per offrire una prospettiva di apertura, di possibilità e di evoluzione.

AUTORE

Annalisa Corti, mamma di due bambini, Wellness Coach e Trainer, sostiene i suoi clienti tramite un protocollo di coaching multidisciplinare basato su Neuroscienze, PNL, Naturopatia e Meditazione Mindfulness. Laureata in Psicologia, Gestione delle Risorse Umane a Ginevra in Svizzera. Ha conseguito un Master in Sviluppo Socio-Economico Internazionale alla Duke University negli Stati Uniti. Diplomata in Naturopatia, certificata PNL Practitioner, certificata Istruttore Mindfulness e Mindfulness & Wellness Coaching. I suoi vent’anni all’estero, oltre alle lingue e alle esperienze, le hanno insegnato che la Verità unica è un’illusione, mentre l’illusione dell’unione è la Verità dalla quale attingere.

A Pistoia con i libri si combatte la ludopatia.

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Si chiama Alessandra Vannetti ed è la titolare del bar “Nazionale” di Pistoia. Qualche mese fa, per combattere il fenomeno della ludopatia (dipendenza dai giochi elettronici o d’azzardo), ha deciso di sostituire quelle presenti nel suo locale con una libreria.

“È da diverso tempo che volevamo togliere quelle maledette slot machine che attiravano anche una cattiva clientela.  Avevamo solo due slot perché non abbiamo mai voluto alimentare quel tipo di mercato.”

Un’iniziativa lodevole che ha subito ricevuto il sostegno della comunità cittadina tanto che, grazie al tam tam, il numero di libri portati dai cittadini sono aumentati fino ad occupare tutti gli scaffali.

“In casa siamo tutti lettori fortissimi […] abbiamo tanti clienti che vengono qui, uomini e donne, e che prendono in prestito i libri. Oppure tanti si fermano a consumare qualcosa e sfogliano qualche volume. […] l’iniziativa è piaciuta molto e ne sono davvero soddisfatta”

Fonte: www.ilsorrisoquotidiano.it

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