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Presente! Ci sei o ci fai?

mano-alzata

Molti anni fa, una mia cara amica, che sembrava camminare sempre cinque centimetri da terra, mi consigliò di leggere il libro di Eckhart Tolle – Il Potere di Adesso – noto bestseller internazionale di un maestro contemporaneo di alto livello. Tuttavia all’epoca non mi interessavo al benessere e alla pace interiore, quindi non lo conoscevo. Curiosa mi recai in libreria, acquistai il libro, e iniziai subito a leggerlo sperando mi rendesse uno spirito beato come lei. Invece fu un fiasco terribile. Facevo fatica a seguire il linguaggio, non afferravo il significato dei messaggi e il termine qui e ora mi sembrava una cosa del twilight zone. Dove altro posso essere se non nel qui e ora?

Qualche giorno dopo, mentre mi recavo in ufficio a piedi lungo il meraviglioso lago di Ginevra, mi si accese una lampadina. Uscii di casa come sempre per intraprendere la passeggiata di 40 minuti che mi portava in ufficio presso una delle agenzie delle Nazioni Unite. Iniziai a pensare al freddo, poi la mia attenzione passò ai piedi che si stavano congelando, poi entrai in un negozio in Rue Du Rhone per comprarmi un paio di scarpe, poi mi resi conto che costavano troppo, entrai quindi dentro il mio conto bancario per vedere se riuscivo a comprarmi quei bellissimi stivali, poi pensai alla mia bella amica Pascale che con le sue gambe lunghe poteva indossare qualsiasi cosa, poi allora pensai al mio fidanzato di allora, e mi ritrovai a rivivere la serata precedente: il ristorante, il cinema, le chiacchiere. Poi arrivai in portineria e il portiere dandomi il buongiorno mi chiese sorridendo: “Hai visto come è bello il lago stamani con quel velo di nebbia? Sembra quasi magico!”. @_@ Questa fu la mia espressione e lì capii di cosa parlava Eckhart Tolle nel suo libro. 40 minuti di passeggiata in uno dei posti più belli che io conosca e non avevo vissuto nemmeno un dettaglio perché avevo camminato dentro la mia testa. Ti capita mai? Forse quando sei in macchina, o dentro una riunione, o al telefono con qualcuno? Interi attimi vanno persi, e la nostra energia si dissipa, perché non siamo presenti.

Anni dopo, la centratura emotiva e la presenza nel momento di adesso sono diventati pilastri importanti del mio quotidiano. Non tanto per un’idea romantica quanto perché la scienza ci insegna che una giornata trascorsa nel momento presente potenzia la corteccia frontale del nostro cervello, aumentando le nostre capacità decisionali, di problem solving e di articolazione dei nostri pensieri o le nostre emozioni, quindi migliorando le nostre capacità di comunicazione ma anche di ascolto. Inoltre, per esperienza diretta, posso dire che c’è un aumento importante di energie sia fisiche che mentali che ti aiutano a gestire la mole di obblighi familiare e professionali di ogni giorno.

Ma cosa significa essere presenti? A scuola bastava essere seduto al banco e alzare la mano urlando PRESENTE! ma vivere il quotidiano in modo presente è leggermente diverso. Non è sufficiente essere fisicamente in un luogo per esservi presente. Infatti, il modo più facile per capire se sei presente o no è di chiederti, proprio in questo momento mentre stai leggendo, se sei consapevole della velocità del tuo respiro, oppure della postura del tuo corpo, oppure dei rumori e odori che ti circondano. Il respiro, la postura, e i nostri cinque sensi sono il veicolo alla centratura nel momento di adesso.

Non è poi così difficile, vero? Per molti sarà quasi scontato, per altri magari una novità. Ti invito a fare un esperimento, prova a vivere un paio di giornate in modo consapevole, cercando di essere il più presente possibile nell’arco della giornata, valuta poi come arrivi a fine giornata, come si trasforma la tua capacità di interagire con gli altri, e come ti senti in generale.

Per eseguire questo esperimento, ti occorrono INTENZIONE e ATTENZIONE.

Intenzione perché se non lo vuoi non lo puoi fare. Se non vuoi arrivare a fine giornata esaurito; se non vuoi sentirti oberato dalle mille cose da fare; allora vuoi ottenere un migliore stato di benessere. Ma per passare da un volere ad un avere, devi attivare la tua intenzione. Devi dire al tuo cervello su cosa si deve concentrare. Inizia la tua giornata con la semplice affermazione: “Oggi sono consapevole e presente”. Ripeti questa affermazione ogni volta che ne senti il bisogno, oppure ogni volta che ti accorgi di esserti perso nei fiumi di pensieri lontani dal momento di adesso. Se sei in una riunione o stai facendo brainstorming, i pensieri sono utili, ma solo quelli attinenti a quel momento di adesso.

Una volta che il tuo cervello è “impostato” sulla consapevolezza e la centratura nel momento di adesso, hai bisogno di Attenzione al momento presente. Come fai a tornare dentro il momento presente se, dentro la tua testa, sei immerso nella lite della sera prima o nel meeting della mattina dopo? Molto facile, inizi a respirare. O meglio, porti la tua attenzione al respiro. Il respiro, infatti, è il ponte per eccellenza fra il corpo – che è sempre presente e vivo solo nel momento di adesso (il corpo non vive la settimana scorsa o la settimana prossima, ma solo in questo secondo grazie a questo respiro), e la nostra mente, che invece vaga nella linea temporale della nostra storia.

Quindi una volta che c’è l’intenzione, porta attenzione, e torna nel qui e ora.

L’esercizio che io uso da sempre é tratto dagli insegnamenti del maestro Thich Nhat Hanh. Basta contare 10 respiri lunghi e profondi, che devono essere liberi da pensieri. Inspiri 1, espiri 1. Inspiri 2, espiri 2. E così via, fino ad arrivare a 10, in maniera lenta e profonda (il respiro lento e profondo va a rallentare e allentare l’attività del sistema nervoso). Se affiora un pensiero e tu ci entri dentro, perdendo il conto, ricomincia da 1. Dopo 10 respiri lenti e profondi, senza interruzioni da pensieri, rientri nel momento di adesso da uno spazio di attenzione e presenza. Garantito.

Prova e dimmi cosa succede!

Fonte: www.evocoaching.com

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