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Pillole pratiche per gestire l’emozioni negative

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Fa parte dell’essere umano perdere le staffe ogni tanto, la versione dell’uomo zen che non si arrabbia mai è un mito. Anche i maestri Zen provano rabbia, l’unica differenza è che la riconoscono, non l’alimentano, e l’accolgono. Io non sono una monaca zen, corro dalla mattina alla sera, il mio obbiettivo quotidiano è di fare tutto quello che devo fare per il mio lavoro e la mia famiglia, arrivando alla sera con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore, ancora piena di entusiasmo e pazienza per godermi i miei bambini. Ognuno ha i suoi obbiettivi quotidiani ma credo che saper gestire e trasformare le emozioni negative possa essere utile per tutti.

Vediamo un po’ i tre passi chiave usati dai maestri, semplificati per l’uso moderno, pratico, urbano delle nostre realtà. La rabbia, la gelosia, il risentimento, e tutti gli altri figli della paura, si devono riconoscerenon vanno alimentati, ma vanno accolti. 

Non sto a ricalcare quanto sia fondamentale, per eseguire questo tipo di esercizio, essere consapevoli del proprio corpo e del proprio respiro. (Se vuoi degli esercizi semplici ma efficaci, scaricati gli audio gratuiti che trovi qui).

Riconoscere Le Emozioni Negative

1) Diventa Uno Con Le Emozioni Positive. Per saper riconoscere quando sei in uno stato negativo, devi essere molto in unisono con i tuoi stati positivi. Quindi lavora sulla consapevolezza di come si sente il tuo corpo, di cosa ti passa per la testa, nei momenti di beatitudine e leggera serenità.

2) Fidati Del Tuo Corpo. Il tuo corpo è connesso al cervello che è connesso ai recettori delle tue cellule che si interfacciano con il tuo ambiente. Il tuo corpo quindi reagisci secondi, se non minuti, prima che tu formuli dei pensieri negativi dando inizio alla tragedia hollywoodiana che ti accompagnerà nel prossimo futuro. Quindi impara a conoscere e ascoltare il corpo in modo da riconoscere dove e quando si irrigidisce (il Rilassamento Muscolare incluso nei file audio gratuiti è molto utile per questo, così come una scansione corporea fatta più volte al giorno).

3) Prenditi Tempo. All’inizio essere consapevoli del corpo e delle emozioni può richiedere qualche minuto quindi tu prenditi tempo. Porta sempre la tua attenzione al respiro. Riporta il respiro – che in momenti di tensione diventa rapido – ad uno stato di rilassatezza con inspirazioni e espirazioni lente e profonde. Così vai a rilassare il sistema nervoso, a massaggiare il diaframma e tutti gli organi circostanti, spesso contratti automaticamente.

Non Alimentare Le Emozioni Negative

E’ normale che quando ci capita qualcosa di negativo, dove ci sentiamo vittime, traditi, mancati di rispetto, incompresi, e la lista potrebbe andare avanti all’infinito, pensiamo e ripensiamo all’episodio. Rivediamo ogni dettaglio, ogni parola detta, non detta, il tono di voce, le supposizioni su quello che l’altro pensava, poteva pensare, diceva, non diceva, aveva potuto dire, e così via. Più restiamo dentro a queste tragedie hollywoodiana più alimentiamo le nostre emozioni negative, più le reazioni biochimiche nel corpo si automatizzano, solidificando le reti neurali che poi portano la vostra attenzione a certe situazioni che comportano certe emozioni. Quindi è fondamentale non alimentare i mostri.

1) Premi Pausa. Ogni volta che ti accorgi che stai ri-raccontando per la centesima volta la storia dell’episodio che ti ha ferito, rivivendo gli stessi dettagli, premi pausa, fai qualche respiro e molto educatamente cambia argomento.

2) Ripremi Pausa. Fallo ogni volta, per tutti giorni, tutte le settimane, tutti i mesi che servirà. Quando torni a prestare attenzione alla storia negativa, respira, e cambia argomento. Dai un nuovo comando al cervello: focalizzati su altri dettagli.

Accogli I Mostri

Per coloro che pensano che questo è reprimere e quindi spazzare sotto il tappeto, state tranquilli, non lo è. Si tratta di potenziare reti neurali che aumentano l’attenzione, la capacità di analisi e problem solving, invece di mantenere attive connessioni nel sistema limbico basate sulla paura, da dove è difficile ci siano riscontri positivi per il corpo e per la mente. Infatti, premendo pausa, rallentando il respiro, uscendo dalla tragedia hollywoodiana volontariamente e consapevolmente si apre uno spazio sacro dal quale è possibile accogliere tutte le emozioni negative del caso.

1) Non Giudicare. Il momento che inizi a giudicarti o a sentirti in colpa, oppure a giudicare l’altro o a colpevolizzarlo, esci da uno spazio pulito dove puoi accogliere il tuo dolore e allo stesso tempo accogliere l’imperfezione dell’altro. Ricorda che tutti facciamo sempre il meglio che possiamo in qualsiasi circostanza, secondo la capacità intellettiva/emotiva del momento, e secondo la visione individuale del mondo.

2) Sii Paziente. Certe emozioni negative richiedono più tempo per essere elaborate e trasformate e quindi il tempo di accoglienza è più lungo. Un conto è se qualcuno sgarbatamente ti taglia la strada, un altro se il tuo partner ti tradisce. Il processo è sempre lo stesso: consapevolezza corporea, consapevolezza emotiva, cambiare la storia, non giudicare, ma sempre con molta pazienza verso il tuo dolore.

3) Riconosci il Regalo. Le emozioni negative non devono mai essere nascoste, represse, negate. Vanno accolte, osservate, ringraziate in un certo senso, perché ci mostrano una parte di noi. Spesso questa parte è quella più piccola, più indifesa, richiama episodi del passato che – se creiamo uno spazio sacro di osservazione e accoglienza – è possibile elaborare. Da questa elaborazione, emerge maggiore consapevolezza e padronanza della propria vita.

La strategia di fondo è quella di ricordarsi che la nostra identità più vera e profonda è come il cielo, e i pensieri, le emozioni, le storie sono come le nuvole che – anche quando sembrano ferme – si muovono sempre. Il maestro Eckhart Tolle è famoso per la frase, che io mi ripeto come mantra in momenti difficili, anche questo passerà.

Fonte: www.evocoaching.com/come-gestire-lemozioni-negative/

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