P.R.O. pessimismo, realismo, ottimismo

Ciao a tutti, l’articolo di oggi si collega e completa quello della scorsa settimana, relativo al tema dell’ottimismo.

Innanzitutto, dobbiamo riconoscere che noi veniamo educati fin da piccoli a vedere sempre le cose negative o comunque a lamentarci ed a trovare quello che non va bene. In un certo senso è come se la nostra formazione culturale ci preparasse al peggio, insegnandoci a riconoscere tutto ciò che è negativo, a preoccuparci delle possibili minacce ed a vivere in maniera ansiosa i potenziali problemi che potrebbero verificarsi.

Questo è il nostro problema di base, perché cresciamo con un nostro modello ben preciso, creato guardando tantissimi altri modelli di tipo pessimista che ci circondano e molto spesso queste persone sono a noi molto vicine, come i genitori, i fratelli, gli amici, i colleghi. Gente che si lamenta continuamente o comunque che ha sempre di che protestare, che mette in evidenza sempre le cose che non vanno bene, che parla sempre di sfortuna e cattiva sorte. Cresciamo con questa visione negativa della vita che diventa il nostro modo di guardare le cose.

Essere ottimisti o essere pessimisti, diventa una nostra abitudine, cioè il modo del tutto inconsapevole, automatico e spontaneo in cui tendiamo a guardare le cose, creandoci una serie di convinzioni, che nel tempo si rafforzano.

Ricordiamoci che in pratica il bicchiere è riempito a metà, ma se lo guardiamo mezzo pieno oggi, poi lo rivediamo mezzo pieno domani e così via, ci verrà spontaneo di guardare sempre la parte piena del bicchiere.

Ovviamente vale lo stesso per il contrario e vale per il bicchiere, come per tutte le altre cose della nostra vita, per cui se guardiamo sempre i difetti, tutti gli aspetti criticabili, tutto ciò che per noi non va bene e va cambiato, (anche se poi non facciamo nulla per cambiare ma ci lamentiamo e basta) è ovvio che a lungo andare questo diventa il nostro modo di vedere le cose e poiché ci focalizziamo sulle cose negative, riusciamo a vedere bicchieri mezzi vuoti dappertutto, a colpo d’occhio, mentre quelli mezzi pieni neanche li notiamo.

Inoltre, una persona pessimista con la sua visione negativa della vita, con le sue convinzioni di sfiducia e di diffidenza nei confronti del mondo esterno (ma anche di sé stessa non credendo nelle sue potenzialità), con il suo atteggiamento si crea una sorta di protezione dalle delusioni della vita chiudendosi al mondo esterno per prevenire la sofferenza emotiva.

Il vero ottimista invece, (non quello ingenuo e superficiale che prende tutto alla leggera senza assumersi responsabilità, ma quello che vede il problema e cerca la soluzione) si rende conto che all’interno della nostra esistenza, malgrado le difficoltà ed i problemi del nostro vivere quotidiano, c’è sempre qualcosa di positivo. Come in amore. Se vuoi essere felice, ama quello che hai, focalizzati sulle cose belle che la vita ti offre, sulle emozioni che vivi, senza pretendere nulla e senza delegare la tua felicità alle cose esterne ed agli altri.

In più, la persona ottimista avrà anche una serie di benefici negati agli altri:

  • Vivere stati d’animo piacevoli
  • Avere una salute migliore
  • Essere motivati da una sana autostima
  • Determinazione nel cercare la soluzione ai problemi
  • Il piacere di amare e godersi la vita

Quindi …

Il realista, sicuro della sua convinzione di conoscere la realtà, crede che la vita e le situazioni siano già scritte, anche se non le comprende davvero e non si sforza di migliorarle.

Il pessimista, schiacciato dalle emozioni negative che lui stesso crea, crede che la vita e le situazioni dipendono dagli altri e dalla sorte che per lui è avversa.

L’ottimista, sostenuto da emozioni positive e dall’entusiasmo, crede la vita e le situazioni dipendono da sé stesso, dalla propria volontà e dalle proprie azioni.

Sii l’artefice della tua vita, stai con noi e impara a pensare positivo 🙂

 

Un abbraccio dal vostro Mister 🙂

Fammi sapere cosa ne pensi, lascia un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: