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La positività a lunga conservazione

positività

La persona positiva è quella che vive nel bicchiere stracolmo di acqua, ben oltre il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. La persona positiva è quella che sorride per tutta la giornata solo perché si è goduta la colazione del mattino. La persona positiva è quella che sorride con tutto il suo essere: bocca, occhi, postura, calore, accoglienza. L’habitat naturale della persona positiva è la Luce.

Io ho vissuto nel pessimismo, cinismo, scetticismo, ateismo per decenni. Guardavo le persone con il sole dentro come fossero degli alieni da rinchiudere. Nel 1994 conobbi una persona mentre lavoravo all’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale a Ginevra con la quale entrai subito in sintonia, era bella, intelligente, sempre elegante e aveva molta classe. La cosa che però mi fece subito affezionare a lei, tanto che siamo ancora buone amiche, era la sua capacità di sorridere tutto il giorno, di accogliere qualsiasi situazione con rilassatezza, di vedere sempre la soluzione e la possibilità. All’epoca, accecata dal mio cinismo, la chiamavo affettuosamente Doris Day per renderti l’idea dell’incredibile brio che emanava. Lei viveva nella meraviglia dell’universo e non c’era avversità che potesse affievolire la sua Luce.

Adesso penserai che magari era predisposta, che era nata “imparata”. Niente affatto. Da piccola veniva picchiata dal padre, più volte è finita al pronto soccorso, e tutt’oggi suo padre e la sua famiglia negano l’accaduto, senza offrirle scuse o riconoscimenti. Quindi più che nascere positiva, è nata nel buio totale, cosa c’è di più terrificante per un bambino che un genitore violento che abusa della sua fiducia e vulnerabilità? Lei aveva tutte le ragioni del mondo per attaccarsi al buio e rimanerci dentro per sempre. Tuttavia, aiutata forse anche dalla sua resilienza, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa è fiorita nella Luce, ha usato il buio come trampolino di lancio verso una vita migliore. In modo inconsapevole ha coltivato in se meccanismi che hanno potenziato un certo tipo di pensiero e comportamento. Ho ritrovato tante delle sue esperienze in testi sacri di maestri spirituali, ma anche in saggi di psicologia e neuro-scienza. Infatti ci sono proprio parti del cervello responsabili per la nostra capacità di essere positivi e mantenere un atteggiamento positivo nel tempo.

La positività nel cervello

Il Dottor Aaron Heller, in uno studio condotto nel 2005, nel quale un gruppo di persone osservavano una lunga serie di immagini che emanavano varie sfumature di felicità (dal gattino, all’abbraccio fra una mamma e un bimbo, a un matrimonio, un giorno di successo, e così via) mentre le loro attività cerebrali venivano riprese da una risonanza magnetica funzionale. Nel gruppo vi erano persone positive e persone depresse.

Scoprirono che quando le persone osservavano le immagini felici si attivava la corteccia prefrontale sinistra assiema al nucleo accumbens formando quello che è conosciuto come circuito della gratificazione. Il nucleo accumbens, che si trova nel corpo striato ventriale, è un gruppo di neuroni che rilasciano o catturano la dopamina, un neurotrasmettitore che ha un ruolo nelle emozioni positive, nella motivazione, e nel desiderio, e negli oppiacei endogeni.

In entrambe le tipologie di persone, depresse e non, si attivava questo circuito. L’unica differenza rilevata fu che nelle persone depresse questa connessione si spegneva subito. Era come se i messaggi dalla corteccia prefrontale diventassero in pochi minuti sempre meno potenti fino a dissipare del tutto.

Come allenare il cervello alla positività

Cosa fare quindi per mantenere viva questa connessione e far sì che la nostra corteccia prefrontale riesca a rimanere saldamente connessa al nucleo accumbens per mantenere alto il livello di positività durante la giornata?

1) Allena il cervello: Imposta un obiettivo da raggiungere, per esempio risparmiare abbastanza per fare una vacanza fra Natale e Capodanno, butta giù un semplice programma di quanto ti occorre e di quanto tu puoi mettere da parte ogni giorno per le prossime 7 settimane. Ogni giorno dedica diversi minuti, più volte al giorno, a visualizzare nei più minimi dettagli la vacanza. Non importa il luogo, puoi anche visualizzare la gioia, l’entusiasmo, la novità della vacanza. Questo attiva la corteccia prefrontale sinistra nella pianificazione e lungimiranza, mentre la visualizzazione della “ricompensa” ovvero la vacanza va a rafforzare il collegamento con il nucleo accumbens. E’ fondamentale focalizzarsi sulla gioia che proverai dalla ricompensa e di mantenere questa visualizzazione per qualche minuto.

2) Impara a ridere di te stesso e della vita: Cogliendo momenti di umorismo, di leggerezza, di sdrammatizzazione allenti le tensioni; da questo stato leggermente più rilassato emergono idee e nuove prospettive. La risata attiva il circuito della gratificazione che piano piano si rafforza e si allena a rimanere “acceso” più a lungo. Ricorda che il tuo cervello è plastico, più rafforzi un circuito, più questo diventa forte. Se non ti viene naturale ridere, guardati un video di Terenzio Traisci, leggiti un fumetto divertente, e sforzati a portare la risata dentro la tua vita, il suo poter va ben oltre il buonumore.

3) Entra nell’unione corpo-mente-cuore: Il circuito della gratificazione è famoso perché studiato vis-à-vis le dipendenze da sostanze o attività come il gioco d’azzardo. Tuttavia, quando entriamo in uno spazio di unione corpo-mente-cuore comprendiamo la nostra grandezza e la nostra bellezza e non oseresti mai contaminarla. Riempiresti mai la tua casa di letame? E’ quindi fondamentale imparare a nutrire il proprio corpo-mente-cuore con alimenti sani e vivi privi di violenza; persone positive, vitali, luminose; libri colmi di ispirazione, motivazione, che ti guidano verso la tua evoluzione; programmi di crescita e formazione che ti supportano e ti guidano durante questo percorso.

La positività non è la capacità di provare gioia ma quella di mantenerla viva. Se sappiamo mantenerla viva durante le nostre giornate a scapito di ciò che succede all’esterno, questo avrà impatto su tutta la nostra realtà, diventerà un vero e proprio filtro magico attraverso il quale possiamo interagire con il mondo.

Fonte: www.evocoaching.com

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