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Curarsi consapevolmente attraverso il proprio stile di vita

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Eccoci davanti alla classica domanda da un milione di dollari: come è possibile che, al giorno d’oggi, ci ammaliamo ancora?

Sembra che, nella nostra evoluta civiltà occidentale senza microbi, piena di comfort, con grandi ospedali, medici super-specializzati, farmaci all’avanguardia che agiscono contro ogni male, ci ritroviamo ad affrontare una vera e propria “epidemia” di allergie, d’intolleranze alimentari, di malattie autoimmunitarie, o patologie degenerative, oppure anche solo di stress o di disturbi che vengono definiti psicosomatici.

Come siamo giunti a questo paradosso? Ritengo che molti dei motivi partono da come stiamo maltrattando l’ambiente dove viviamo e muovono nei campi della nutrizione e dello stile di vita.

Il passare da una società più in equilibrio con la Terra, che aveva grandi spazi verdi, che viveva all’aria aperta fin dalla più tenera età, che era di certo esposta ai capricci della natura ma dal loro superamento ne uscivarafforzata ad una società urbana, ha avuto i suoi effetti.

Primo luogo comune da superare: i microorganismi sono parte integrante della nostra esistenza. Non vanno combattuti con l’obiettivo di sterminarli fino all’ultimo, anche perché molti di essi sono necessari ai nostriprocessi biologici. Pensate solo a tutti i microorganismi che abitano nel nostro apparato digerente, assolutamente cruciali per la nostra vita. Ma anche quelli esterni, che a prima vista risultano dannosi alla salute, servono, soprattutto durante la prima infanzia, ad allenare il nostro sistema immunitario.

I globuli bianchi sono la nostra milizia difensiva, dei veri e propri soldati a protezione permanente di quella grande fortezza che è il nostro corpo. Ma i globuli bianchi, come tutti i militari, vanno addestrati e rinforzati e, per ottenere tutto questo, hanno bisogno di un avversario contro cui confrontarsi.

Se una mamma non permette a suo figlio di giocare all’aria aperta, di sporcarsi, di tagliarsi e sanguinare di tanto in tanto e quindi, in ultimo, di esporsi ad agenti infettivi, batterici e virali, andrà ad ostacolare la giusta maturazione del sistema immunitario di suo figlio.

La cura dell’igiene è sacrosanta e ci ha allontanato dalle grandi epidemie che nei millenni precedenti flagellavano con costanza le popolazioni di tutto il globo – basta ricordare la tristemente celebre “Morte Nera”, la terribile epidemia di peste che, tra il 1347 e il 1353, uccise tra i 20 e i 25 milioni di persone in Europa, circa 1/3 della sua intera popolazione -, ma ora stiamo andando verso l’eccesso opposto. L’igiene sta diventando una vera e propria ossessione maniacale, che in alcuni paesi, come Giappone o Stati Uniti, ha raggiunto dei livelli patologici.

Quello di cui non ci si accorge, oltre al mancato allenamento del sistema immunitario, è che tutti i farmaci, glispray, i detersivi, gli shampoo più efficaci – intendendo per efficacia la loro capacità di annientare la maggior parte dei microorganismi – tendono a fare male, a lungo, sia a noi, sia al nostro ecosistema.

A queste considerazioni più schiettamente scientifiche dobbiamo aggiungere quelle di natura psicologica esociale. Ci sono numerosi studi americani e inglesi che hanno certificato che il nostro corpo e la nostra psichevengono influenzati fin da prima della nascita, attraverso lo stato della propria madre.

Se questa è sottoposta a forte stress o ansia, o peggio – magari ha cattive abitudini come fumo o alcool -, questo fatto andrà ad influire sulla natura chimica, fisica ed energetica del nascituro. Una madre che passa la gravidanza a lavorare in un ambiente malsano 8 ore al giorno, guidando a lungo, che mangia cibi trattati o comunque pesanti, che ha intorno delle persone o delle situazioni che la mantengono in uno stato di squilibrio psichico costante o che guarda ogni istante libero la televisione, dove viene bombardata da immagini e notizie negative o semplicemente stordenti – ricordiamo che la tv agisce per la nostra mente come un potente Valium – non potrà che dare un imprinting di partenza negativo al bambino.

Se a questo aggiungiamo quello che avviene tra la nascita e la prima infanzia, soprattutto in relazione alle errate concezioni che la società – compresi tantissimi medici – ci mette in testa a proposito dell’allattamento e dellanutrizione – parleremo in futuro, dei danni del latte vaccino -, avremo tutti gli ingredienti per un’umanità sempre più debole e inadatta, biochimicamente, ad affrontare in modo dinamico, pieno ed efficace la vita.

Qual è la soluzione a tutto questo? Non mi stancherò mai di dirlo, ma alla base di tutto sta una corretta informazione, unico elemento che ci porta ad avere la giusta consapevolezza per affrontare al meglio la nostra esistenza. Oltre la conoscenza sta un ultimo elemento, veramente cruciale, che è l’azione. Benjamin Franklin una volta disse che “Ben fatto è meglio che ben detto” e non potrebbe trovarmi più d’accordo.

Il sapere, senza l’agire, è il danno peggiore che possiamo farci.

Perciò una volta che ci saremo informati la prima cosa da fare sarà il metterci in gioco, apportando i necessari cambiamenti al nostro stile di vita. Unico modo che sicuramente porta alla soluzione di una gran parte di stati patologici che attualmente soffre la popolazione che vive nel cosiddetto “mondo civilizzato”.

Giuseppe Massaiu

Fonte: www.studiomassaiu.it

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