Category Archives: Benessere interiore

Cambiare le abitudini

Mantieni i tuoi pensieri positivi.
Perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive.
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi.
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive.
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

M. Gandhi

Per quale motivo le nostre emozioni negative sono così forti da impedirci di provarne di positive oppure di cambiare la nostra prospettiva per riuscire a trovare una soluzione e invece ci bloccano e ci fanno stare male?

Forse capita anche a te infatti di sentirti bloccato a causa delle tue emozioni negative, del malessere che senti. Il motivo è semplice: ogni emozione negativa è tanto più forte perché ogni giorno la alimentiamo con i nostri pensieri.

Questo perché è il nostro pensiero che genera in noi l’emozione e non quello che accade, né il comportamento degli altri. Inoltre l’emozione non è che nasce in un momento e poi rimane da sola a tormentarci, ma siamo noi che la rinnoviamo ogni giorno attraverso il nostro modo di pensare, facendolo diventare una abitudine e rendendola sempre più forte e particolarmente insistente nella nostra vita.

Solitamente ci accorgiamo delle situazioni che viviamo, comprendiamo l’emozione che proviamo perché la sentiamo dentro di noi, ma ci sfugge il pensiero che l’ha creata. Vediamo l’inizio e la fine ma ci sfugge la comprensione del processo intermedio

Quindi ad esempio vedo il comportamento del mio amico, provo l’emozione negativa, ma non mi rendo conto del pensiero attraverso cui io ho creato quella emozione, non ne sono consapevole perché è diventata un’abitudine.

Ma allora cosa è un’abitudine?

Le abitudini servono a semplificarci la vita, sono una scorciatoia attuata dalla nostra mente per evitare di dover avere controllo su tutte le cose che facciamo.

Ad esempio quando guido la macchina, non presto attenzione a come metto le marcie o come premo i pedali, perché lo faccio da anni e quindi lo faccio in automatico. Lo stesso vale per aprire una porta, usare il telefono, cucinare, ecc. tutti comportamenti che sono entrati nel nostro modo di agire, che siamo abituati a fare continuamente e per cui non prestiamo magari molta attenzione. Spesso accade che mentre parliamo pensiamo ad altro, facciamo le cose abituali in maniera automatica e questo è utile perché se dovessimo prestare attenzione ad ogni singolo movimento, probabilmente impazziremmo.

Tuttavia, tutte le nostre abitudini le creiamo sempre noi attraverso la ripetizione. Cioè più ripeto un determinato comportamento, più ripeto un determinato pensiero, più ripeto un determinato modo di vedere le cose, più questo diventerà un’abitudine che poi si attiverà in automatico in quelle circostanze

Per cui non dovrò più stare a riflettere o essere consapevole delle situazioni che vivo, perché quando ci sarà quel tipo di circostanza automaticamente la mia mente avrà imparato ad agire in un certo modo, a pensare in una certa maniera e quindi prenderà sempre la strada che gli abbiamo insegnato.

Ecco perché se io penso in maniera negativa oggi, domani, dopodomani, alla fine la mia mente pensa in maniera negativa in quelle circostanze in maniera automatica. perché sa che in quelle situazioni e quello modo di procedere, il modo giusto di osservare la realtà e di interagire con essa.

Di conseguenza ci ritroviamo a definire naturale, un comportamento che semplicemente siamo abituati a tenere o un modo di pensare che è diventato una abitudine. Non è che faccia parte del nostro modo di essere da quando siamo nati, è solo che l’abbiamo acquisita nel tempo, come probabilmente alcune delle abitudini attuali, non le avevamo qualche anno fa e viceversa.

La cosa importante da capire è che più pensiamo in un certo modo, più ci viene spontaneo continuare a farlo e come detto prima, così continuiamo ad alimentare le nostre emozioni negative. Quindi per cancellare le emozioni negative, possiamo solo cambiare i pensieri che le hanno create.

Come con un tubo collegato ad un rubinetto aperto è inutile provare a fermare l’acqua con la mano, così è inutile sperare di fermare le emozioni davanti a certe situazioni. Ma se chiudiamo il rubinetto e quindi nel tubo l’acqua non entra più, allora la pressione finisce subito e non devi neanche mettere la mano davanti per fermarla.

Lo stesso succede quando cambiamo il nostro pensiero, è come chiudere il rubinetto grazie al quale l’emozione scompare. Questa è una cosa fondamentale da comprendere, con la consapevolezza di dover lavorare subito per cambiare quell’abitudine con un’altra, all’inizio più faticosa ma col tempo sempre più facile e utile, perché fino a quando non interrompiamo la vecchia abitudine, non potremo crearne una nuova.

Costruire un’abitudine richiede tempo, pazienza, costanza. La vecchia abitudine ci abbiamo messo anni a costruirla, perché non abbiamo cominciato a pensare in maniera negativa della sera alla mattina, ma l’abbiamo fatto giorno dopo giorno. Allo stesso modo anche per crearci una nuova abitudine, dovremo lavorare ogni giorno sul nuovo modo di pensare, dobbiamo farlo tante volte al giorno, ogni giorno, con costanza e pazienza, anche se sappiamo che è difficile, perché mentre lavoriamo sulla nuova abitudine, quella vecchia emergerà tantissime volte, ricordandoci che per noi è più comoda e meno faticosa della nuova.

Ma noi vogliamo emozioni positive, vero?

Alla prossima e se sei iscritto al corso, fai gli esercizi

 

Un abbraccio dal Mister 😊

La nostra vita dipende dal nostro atteggiamento

Spesso la vita non ci ha dato quello che volevamo o ci ha messo in difficoltà…

Probabilmente non siamo soddisfatti di quanto stiamo ottenendo, di quanto e di come ci esprimiamo, della vita che abbiamo attorno, di tutto quello di cui non siamo contenti; o semplicemente vogliamo di più o crediamo di meritare di più.

Purtroppo, spesso crediamo di non essere i responsabili dei nostri scarsi risultati, che non sia colpa nostra se le cose non vanno come vorremmo, che è colpa degli altri, del destino, della sorte… Ma credimi, non è così!

È senz’altro vero che ci sono aspetti, condizioni, avvenimenti della nostra vita che non possiamo cambiare, o condizionare, ma è ancor più vero che sono le nostre azioni a produrre i risultati che otteniamo e che le nostre azioni sono dettate dai nostri pensieri, i quali a loro volta sono diretta conseguenza del nostro stato d’animo e dell’approccio che noi abbiamo con tutto quanto fa parte della nostra vita!

Che impatto credi abbia la capacità di indirizzare al meglio i nostri pensieri, in modo che siano potenzianti e funzionali ai nostri obiettivi per avere sempre un atteggiamento vincente?

Ti sei mai chiesto perché ci sono persone che ottengono risultati grandiosi e persone che, a parità di condizioni, non vanno oltre risultati mediocri, o addirittura, collezionano insuccessi?

La risposta è che i vincenti hanno lavorato su questi aspetti:

  • ✓ Autostima
  • ✓ Fiducia in sé stessi
  • ✓ Gestione dello stato d’animo
  • ✓ Gestione dello stress
  • ✓ Motivazione
  • ✓ Sicurezza nei propri mezzi
  • ✓ Abilità relazionali
  • ✓ Gestione del cambiamento
  • ✓ Intelligenza Emotiva

Tutti elementi che ci permettono di realizzare noi stessi e far emergere tutto il meglio che è in noi. Perché prima di essere genitori, imprenditori, impiegati ed operai, studenti o pensionati… prima di tutto siamo persone, con delle emozioni, con un passato, un presente e un futuro…che può dipendere da noi.

LA VITA È UNA QUESTIONE DI ATTEGGIAMENTO.

Se non siamo contenti di ciò che abbiamo, di ciò che siamo o di quanto otteniamo, è bene che smettiamo di fare le stesse cose di sempre o avremo gli stessi risultati di sempre.

Queste parole forse potranno sembrare dure e forse la prima reazione è di non considerarle… ma dentro di noi sappiamo che sono vere. Ed è la volontà di fare un passo in direzione del cambiamento che ci porterà in situazioni diverse, con la grande convinzione che la vita di ognuno di noi può cambiare in ogni momento.

Se stai seguendo il corso per imparare a pensare positivo, riceverai tramite mail gli esercizi da fare, altrimenti resta sintonizzato e … Pensa Positivo.

A presto

Il Mister 🙂

P.R.O. pessimismo, realismo, ottimismo

Ciao a tutti, l’articolo di oggi si collega e completa quello della scorsa settimana, relativo al tema dell’ottimismo.

Innanzitutto, dobbiamo riconoscere che noi veniamo educati fin da piccoli a vedere sempre le cose negative o comunque a lamentarci ed a trovare quello che non va bene. In un certo senso è come se la nostra formazione culturale ci preparasse al peggio, insegnandoci a riconoscere tutto ciò che è negativo, a preoccuparci delle possibili minacce ed a vivere in maniera ansiosa i potenziali problemi che potrebbero verificarsi.

Questo è il nostro problema di base, perché cresciamo con un nostro modello ben preciso, creato guardando tantissimi altri modelli di tipo pessimista che ci circondano e molto spesso queste persone sono a noi molto vicine, come i genitori, i fratelli, gli amici, i colleghi. Gente che si lamenta continuamente o comunque che ha sempre di che protestare, che mette in evidenza sempre le cose che non vanno bene, che parla sempre di sfortuna e cattiva sorte. Cresciamo con questa visione negativa della vita che diventa il nostro modo di guardare le cose.

Essere ottimisti o essere pessimisti, diventa una nostra abitudine, cioè il modo del tutto inconsapevole, automatico e spontaneo in cui tendiamo a guardare le cose, creandoci una serie di convinzioni, che nel tempo si rafforzano.

Ricordiamoci che in pratica il bicchiere è riempito a metà, ma se lo guardiamo mezzo pieno oggi, poi lo rivediamo mezzo pieno domani e così via, ci verrà spontaneo di guardare sempre la parte piena del bicchiere.

Ovviamente vale lo stesso per il contrario e vale per il bicchiere, come per tutte le altre cose della nostra vita, per cui se guardiamo sempre i difetti, tutti gli aspetti criticabili, tutto ciò che per noi non va bene e va cambiato, (anche se poi non facciamo nulla per cambiare ma ci lamentiamo e basta) è ovvio che a lungo andare questo diventa il nostro modo di vedere le cose e poiché ci focalizziamo sulle cose negative, riusciamo a vedere bicchieri mezzi vuoti dappertutto, a colpo d’occhio, mentre quelli mezzi pieni neanche li notiamo.

Inoltre, una persona pessimista con la sua visione negativa della vita, con le sue convinzioni di sfiducia e di diffidenza nei confronti del mondo esterno (ma anche di sé stessa non credendo nelle sue potenzialità), con il suo atteggiamento si crea una sorta di protezione dalle delusioni della vita chiudendosi al mondo esterno per prevenire la sofferenza emotiva.

Il vero ottimista invece, (non quello ingenuo e superficiale che prende tutto alla leggera senza assumersi responsabilità, ma quello che vede il problema e cerca la soluzione) si rende conto che all’interno della nostra esistenza, malgrado le difficoltà ed i problemi del nostro vivere quotidiano, c’è sempre qualcosa di positivo. Come in amore. Se vuoi essere felice, ama quello che hai, focalizzati sulle cose belle che la vita ti offre, sulle emozioni che vivi, senza pretendere nulla e senza delegare la tua felicità alle cose esterne ed agli altri.

In più, la persona ottimista avrà anche una serie di benefici negati agli altri:

  • Vivere stati d’animo piacevoli
  • Avere una salute migliore
  • Essere motivati da una sana autostima
  • Determinazione nel cercare la soluzione ai problemi
  • Il piacere di amare e godersi la vita

Quindi …

Il realista, sicuro della sua convinzione di conoscere la realtà, crede che la vita e le situazioni siano già scritte, anche se non le comprende davvero e non si sforza di migliorarle.

Il pessimista, schiacciato dalle emozioni negative che lui stesso crea, crede che la vita e le situazioni dipendono dagli altri e dalla sorte che per lui è avversa.

L’ottimista, sostenuto da emozioni positive e dall’entusiasmo, crede la vita e le situazioni dipendono da sé stesso, dalla propria volontà e dalle proprie azioni.

Sii l’artefice della tua vita, stai con noi e impara a pensare positivo 🙂

 

Un abbraccio dal vostro Mister 🙂

Mezzo pieno o mezzo vuoto ?

Oggi affrontiamo il tema dell’ottimismo, quindi il modo di pensare la nostra missione di vita dal punto di vista delle cose positive, (che io ritengo la visione migliore nella vita) piuttosto che delle cose negative o del presunto realismo di cui ora parleremo.

Partiamo quindi dal vedere la differenza tra ottimismo, realismo e pessimismo, per capire che cosa sono realmente; cosa vuol dire in pratica essere o non essere l’altro, cercando in qualche modo di evitare la confusione che si fa attorno a queste parole, perché spesso ci sono dei luoghi comuni che ci indicano un modo distorto della realtà. Provo quindi a mostrarti perché essere ottimisti è la scelta giusta e come nonostante il nostro modo di vedere nella nostra vita fino a questo momento sia stato più o meno negativo, possiamo sviluppare una mentalità ottimista.

Il primo punto è distinguere i tre grandi elementi, pessimismo, realismo e ottimismo.

Il pessimista osserva sempre il lato negativo delle cose e si focalizza sui problemi e sulle difficoltà. cioè su quello che non andrà bene, le cose che potrebbero risultare pericolose, il fallimento possibile. In qualche modo si prefigura che cosa potrebbe andare storto e si concentra su quello e su cosa può accadere. Inoltre ha un atteggiamento di sfiducia nei confronti degli altri perché si aspetta che la fiducia sarà mal riposta e che gli altri se ne approfitteranno.

L’ottimista al contrario cerca sempre la soluzione, cioè si focalizza sulle cose positive e sulle opportunità. Cerca sempre di trovare una soluzione al problema, pensa che ci sia sempre un’alternativa e in qualche modo va sempre a cercare l’aspetto buono, il vantaggio, la parte utile delle situazioni o dei comportamenti, concentrandosi sulle occasioni che la vita offre.

Il terzo tipo, a cui di solito si fa ricadere il ruolo di essere quello più equilibrato se così vogliamo dire, è il realista. Eppure questi è quasi sempre un pessimista che cerca di sembrare obiettivo e consapevole della realtà, al di là della visione più o meno positiva o negativa delle cose. Fondamentalmente maschera la sua visione negativa, perché a nessuno piace interagire con un pessimista e quindi dice di essere obiettivo, cioè realista, per sembrare più credibile.

La verità è che tutti siamo o pessimisti o ottimisti, perché tutti vediamo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Vediamo qual è la differenza…

Per comprendere meglio il pessimismo e l’ottimismo, per prima cosa cerchiamo di fare chiarezza e stabiliamo se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Partiamo dal dato di fatto, cioè dalla realtà. Il bicchiere è riempito a metà e non conta da che parte lo si guardi, perché la quantità contenuta nel bicchiere è sempre la stessa. Se ci abbiamo versato un decilitro di acqua, in quel bicchiere c’è un decilitro e se guardiamo la parte piena o la parte vuota, il risultato non cambia. Il realismo di questa situazione dice che c’è mezzo bicchiere di acqua sul tavolo.

Questo è il punto di partenza, ma da una parte del tavolo c’è un pessimista e pensa che l’acqua sia poca ed insufficiente, non la beve e comincia a fare pensieri di scarsità e mancanza ed a creare emozioni negative per una situazione che giudica sbagliata. Dall’altra parte del tavolo c’è un ottimista che vede il mezzo bicchiere d’acqua, lo prende e se lo beve per dissetarsi. Dopodiché, convinto che da qualche parte l’acqua deve essere arrivata, andrà a cercare la sorgente per riempirlo di nuovo. Come vedi, il bicchiere è sempre lo stesso, la quantità di acqua la stessa, la visione è diametralmente opposta.

Cosa cambia? Cambia che il pessimista si concentra su cosa manca, cioè sulla parte vuota del bicchiere e di conseguenza crea pensieri negativi che produrranno ansia, insoddisfazione e malumore.

Dalla parte opposta, l’ottimista si focalizza sulla parte piena del bicchiere, sa benissimo che con quell’acqua non potrà soddisfare tutte le esigenze, ma sa anche che in questo momento gli toglierà un po’della sua sete e soprattutto comincia a pensare alle cose positive, come capire dove poter riempire nuovamente il bicchiere, affrontando la situazione senza lamentarsi e cercando l’alternativa e la soluzione.

Questo non vuol dire che essere ottimisti annulla i problemi e ci rende soddisfatti, ma che concentrandosi ed apprezzando quello che si ha, si può affrontare la situazione e risolvere i problemi presenti.

Una persona pessimista innanzitutto guarda subito nei suoi stessi confronti per vedere dove sta il problema, cerca l’incapacità, i limiti e le difficoltà dovuti alla mancanza di fiducia, che lo rendono inadatto ad affrontare la sfida, convincendosi di non essere in grado di fronteggiare le difficoltà da superare. Inoltre il pessimista ha una visione di tipo permanente, credendo oltre che dipendere da sé stessi, essere anche immutabili.

È convinto cioè che quelle difficoltà durino nel tempo, che i suoi limiti non cambieranno che i problemi non si risolveranno, che la sfortuna continuerà a perseguitarlo. In questo modo vede il problema come irrisolvibile. Inoltre la visione pessimista tende anche a diventare pervasiva, perché ogni piccolo aspetto della vita che presenti un problema, tenderà a diventare invasivo su tutti gli altri, per cui la situazione negativa che sperimento nel lavoro, porterà ad avere emozioni negative in tanti altri aspetti, creando la convinzione che tutto andrà male.

La visione pessimista di conseguenza non ammette speranza, non ha fiducia, non ammette possibilità nel cambiamento e quindi è caratterizzata sostanzialmente dalla paura.

Mentre la fiducia è una visione ottimista della vita. Nel momento in cui ci apriamo agli altri credendo nel loro potenziale, stiamo guardando l’aspetto positivo. Quando cerchiamo di comprendere gli altri invece di accusarli, guardiamo per l’ennesima volta all’aspetto positivo e queste sono tutte azioni che hanno l’ottimismo alla base.

Ricorda che l’ottimista cerca una soluzione, si concentra sulle possibilità, non si arrende perché ha anche fiducia sé stesso e quando parleremo di autostima scoprirai che l’autostima non è altro che la consapevolezza del nostro reale valore.

Il pessimista invece crede di essere il problema, non si rende conto che in realtà è la soluzione attraverso cui vincere ogni sfida. Saranno la sua potenzialità ed il suo valore a fornirgli gli strumenti per riuscire mentre egli crede di non avere questi strumenti. Quindi il pessimismo impedisce di osservare la realtà per quella che è, inibendo il nostro potenziale.

Di contro, l’ottimista andrà a cercare l’aspetto positivo ovunque esso sia. Siamo consapevoli che attorno a noi c’è disperazione, paura, odio, sofferenza fame, difficoltà, problemi.

Una persona ottimista infatti non è quella che ignora i problemi ma quella che va a cercare soluzioni nonostante le difficoltà, nonostante tutti attorno gli dicono che non ci potrà essere una soluzione e che è tutto inutile.

Ma allora se l’ottimismo è la base della fiducia, del perdono, della sicurezza interiore, della libertà ecc… per quale motivo e così facile incontrare gente pessimista piuttosto che ottimista, perché la gente preferisce lamentarsi preoccuparti di quello che non va bene piuttosto che cercare soluzioni ai problemi e voler migliorare? Possiamo e dobbiamo cambiare tutti insieme questo aspetto della nostra cultura e quindi diamo il buon esempio.

Realtà o suggestione ?

Ti è mai capitato di svegliarti di soprassalto nel bel mezzo della notte, per colpa di un cattivo sogno e delle scene viste in esso? Palpitazioni, sudori freddi e senso di sgomento, sono gli effetti più tipici di questa situazione.

Poi magari ti sei alzato dal letto e ti sei affacciato alla finestra per prendere una boccata d’aria fresca, scorgendo una bellissima luna e tante stelle. Il sogno sembrava realtà, come certi pensieri nefasti che ci passano per la testa durante la nostra vita, ma è accorgersi di quanta bellezza ci circonda, se davvero ne siamo consapevoli, che ci restituisce serenità, ottimismo e voglia di vivere.

Come fare quindi per accorgerci della realtà, oltre la visione che abbiamo delle cose, di noi stessi e degli altri? Dobbiamo imparare ad avere un atteggiamento ottimista, un po’ come accorgerci della luna e delle stelle nonostante il cattivo sogno e le sue sensazioni.

Se sei iscritto al corso per imparare a pensare positivo, hai ricevuto anche gli esercizi da fare relativi a questo articolo, per allenarti ad avere una visione positiva, ma comunque la domanda che tutti dovremmo farci è: si tratta di realtà o di suggestione?

Alcuni pensano che vedere e pensare positivo siano suggestione, ossia un modo per fingere che le cose vadano bene, ignorando i problemi che ci sono e auto convincendosi che sia tutto a posto, per tentare di stare bene nonostante le difficoltà. Realtà o suggestione? Ti faccio qualche esempio:

Buco una gomma mentre sono per strada. Se accanto a me c’è un giardino ben curato, è qualcosa di reale o una mia invenzione? Se noto un uccellino a pochi metri che felicemente recupera le briciole sulla strada, è reale o una mia invenzione? Se passa un signore e cortesemente si ferma per aiutarmi, è reale o è una mia invenzione?

Un uomo viene licenziato all’improvviso e si ritrova senza lavoro, dall’oggi al domani. Se mentre torna a casa nota il sorriso di un bambino che lo guarda con gli occhi vispi, è reale o una sua fantasia? Se aprendo la finestra si accorge del panorama che si vede da casa sua, è reale è una sua fantasia? Se entrando in casa una foto gli ricorda l’affetto delle persone care, è reale o una sua fantasia?

La realtà ci offrirà sempre problemi e sfide da affrontare. A volte sarà più facile, altre difficile, altre ancora un’impresa enorme. Non è suggestione, mentre scali montagne faticose, notare il paesaggio che ti circonda, non è suggestione mentre lotti quotidianamente, notare i miracoli che ogni giorno ti sono concessi, nonostante tutto.

La realtà è lì, sempre meravigliosa, la vera suggestione è non saperla vedere in tutto il suo splendore. Ecco perché credo che questo esercizio sia molto importante e prezioso. Inoltre se anche tu vuoi imparare a pensare positivo, credi di poterci riuscire se vedi solo le cose che vanno male? Siamo solo all’inizio del percorso, ma iniziare da questo è fondamentale.

Alla prossima

Mister Pensa Positivo

LE 4 REGOLE FONDAMENTALI secondo il Metodo Sii Salute

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Le 4 Regole Fondamentali: Se ci teniamo alla nostra SALUTE e a quella nostri figli leggi qui…

So che il titolo è un po’ provocatorio..
Se leggi scoprirai che…

Il mio SOGNO, oltre che Obiettivo prefissato, è innescare un effetto domino, una serie a catena positiva nella sfera della SALUTE, a beneficio della qualità di VITA e Benessere di ogni singolo Individuo e contemporaneamente a vantaggio della spesa pubblica. Si dice che ogni Uomo possa qualsiasi risultato, questa è stata l’Esperienza diretta di molte persone di successo.

Credo che l’Essere Umano è venuto su questa Terra con lo Scopo di Vita ben preciso di poter esprimere il meglio di SE STESSO, non solo per consumare e sporcare questo MERAVIGLIOSO PIANETA, bensì portare un contributo di MIGLIORAMENTO.  Affinché questo possa realizzarsi è necessaria un’azione che parta dalle radici.

Ho Fiducia nella Medicina Allopatica e nei medici che si impegnano in Scienza e Coscienza, con il Cuore, sempre più sensibili alla visione globale dell’Essere Umano che utilizzano le terapie e gli interventi solo in casi di vera necessità, in favore della persona e non per convenienza del fatturato.

Mi viene in mente la scena di quel film francese in cui viene decritto come funziona la medicina in Cina: quattro volte all’anno tutta la famiglia va dal medico e lui li cura, vale a dire cerca nelle persone in buona salute i punti deboli che potrebbero poi, diventare delle malattie; gli fa un po’ di agopuntura, gli da delle erbe, corregge la dieta, riequilibra l’organismo, poi lo pagano e se ne vanno. Per loro questa è medicina: impedire che uno si ammali. Invece, se qualcuno si ammala è il medico che va da lui per curarlo e per quella visita non viene pagato perché non è medicina. È come mettersi a scavare un pozzo quando si ha sete… bisognava pensarci prima…

Auspico un domani di COOPERAZIONE, non di contrapposizione come lo è oggi, tra Medicina Naturale_Olistica e Medicina Allopatica.

Scelgo la MetaMedicina e la Medicina Olistica, augurandomi che gli operatori si muovano in armonia e con coscienza facendo del proprio meglio per sciogliere le cause, senza limitarsi a curare i sintomi, quegli stessi operatori che hanno permesso a me di guarire dalle molte patologie di cui ero affetto sin dall’età di 3 anni e che sono andate aumentando sino ai 43 anni fino a rendermi totalmente dipendente da zuccheri, farmaci e terapie.

Ho sempre avuto dentro al mio CUORE la FIDUCIA, la MOTIVAZIONE, il CORAGGIO di NON mollare MAI, di rialzarmi ad ogni tentativo non produttivo e utilizzarlo come lezione per migliorarsi e… oggi a 51 anni sono FINALMENTE un Uomo SANO, FORTE , SICURO,  LIBERO dalle Catene di medicine, ospedali, visite, preoccupazioni, dolori e insoddisfazioni.

MOTIVATO a dare, informare, condividere, con gli altri ciò che ho ottenuto io. Perché nonostante il mio impegno e la mia fiducia incrollabile mi piace pensare che mi sia caduto un REGALO dal CIELO… ed è per questo che voglio condividerlo con chi lo desidera e saprà apprezzare.

Il medico del futuro lavora sulla prevenzione, si focalizza sulle cause delle possibili disarmonie e conosce la strada per tornare all’equilibrio.
Ormai è chiaro come sia possibile guardare il mondo della SALUTE attraverso una Nuova Chiave di Lettura, si può produrre benessere materiale e ricchezza anche coltivando pazienti sani, invece di tenere malate persone in buona salute. Si può produrre ricchezza con medici che abbiano un punto di vista quanto più ampio possibile, che abbiano a Cuore la Salute del singolo essere Umano fin dalle prime ore di vita, con un programma di rinnovamento, come ricostruire una casa dalle fondamenta, quindi dalla gravidanza alla nascita per poi proseguire nell’ambiente scolastico, guidare i piccoli ad una nuova consapevolezza di Sé, per passare da relazioni basate sul potere ad una Comunicazione Non Violenta e arrivare a trasformare anche la relazione con il cibo, nutrimento a più livelli, dallo svezzamento alle mense… coinvolgere  insegnanti, educatori, pediatri e genitori affinché Nutrirsi non sia solo l’atto meccanico di portare cibo alla bocca – alimentarsi=riempirsi- ma sia Nutrimento dell’Anima in maniera Sana e da tutti punti di vista, cioè chimico, sociale, ambientale, energetico, emotivo e caratteriale.

Tutto ciò può essere avviato se vogliamo veramente fare un salto di qualità sia nella SALUTE che nella VITA per ottenere risultati quanto più vicini alle nostre aspettative. E la differenza fra ottenere risultati e sperare di ottenerli, è il sapere e fare cose che altri non sanno e non fanno. Come il medico cinese abbiamo bisogno di certezze incrollabili:

LE 4 REGOLE FONDAMENTALI secondo il Metodo Sii Salute 

1Capire e Riconoscere che se oggi abbiamo un problema, è necessario trovare e ottenere soluzioni e risultati diversi, quindi è indispensabile sapere e fare cose diverse.

2) Volerlo Assolutamente (con la testa e il Cuore).

3) Praticare Metodologie Naturali, Sicure, Efficaci.

4) Impegnarsi ad applicare queste Metodologie senza se e senza ma, con giusta costanza.

Perché? Il Problema e la Soluzione sono le, due facce della stessa medaglia.

Einstein diceva che non si può risolvere un problema con la stessa mente che lo ha creato… Quindi si capisce bene come sia indispensabile modificare il tiro e orientarci al Bene.  Alla fine si dice che non conta ciò che è bello o brutto, buono o non buono, ma solo ciò che FUNZIONA da ciò che non funziona.

Si dice anche che esistano 3  VERITÀ:

LA MIA
LA TUA
LA VERITÀ
Ecco… che la Verità Emerga…

La Vita è Tua, Trattala bene     

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamenti, bensì una libera informazione aggiuntiva che può essere confrontata con altre. Il visitatore/iscritto/membro o cliente accetta di essere l’unico responsabile di qualsiasi effetto risultante della lettura, dall’ascolto degli audio, video e/o dall’applicazione delle tecniche descritte in questo sito e/o suggerite dal nostro supporto a chi legge. Non siamo medici, psicologi, psichiatri né ci dichiariamo tali. Se dovessi avere dei dubbi, ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico di fiducia, o ad altri professionisti della salute, prima di qualsiasi utilizzo. Disclaimer completo riproduzione consentita solo se l’articolo non viene modificato, includendo i link incorporati e riportando la fonte attiva. In tutti gli altri casi riproduzione vietata. Inoltre, tutte le testimonianze presentate sono autentiche e sono state scritte e registrate dai medesimi. Tuttavia, con il programma Metodo Sii Salute i risultati possono variare a seconda delle differenze individuali in termini di genetica, sesso, età, abitudini di esercizio fisico, motivazione personale ed altri fattori.
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Il Corpo Grida

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“Il corpo grida quello che la bocca tace” è una profonda riflessione/metafora e un’acuta e lungimirante interpretazione oggettiva della realtà di molti esseri umani, da parte di
Alejandro Jodorowsky , regista, scrittore, poeta e tanto altro ma soprattutto, a mio avviso, un brillante conoscitore dell’animo umano.

La vita, i risultati che otteniamo, gli atteggiamenti e comportamenti che assumiamo, i pensieri che nascono in noi dalle  aspettative che nutriamo, producono nel nostro corpo disagi, dolori, disappunti che talvolta se rimangono inascoltati per diverso tempo, possono creare malanni anche permanenti..

Spesso si cerca di mettere a tacere in tutti i modi tali informazioni, rimandare indietro i messaggi del nostro corpo con l’utilizzo di farmaci e terapie mediche.

Il problema è che spesso queste problematiche si spengono solo momentaneamente, poi purtroppo però ritornano in maniera prepotente e si trasformano in situazioni più complesse e meno gestibili.
Se invece iniziamo a cambiare punto di vista e guardiamo con occhi diversi, con il signifcato intrinseco di MALATTIA sinonimo di PATOLOGIA, scopriamo che , pathos [πάθος, pathos] (dal greco πάσχειν “paschein”, letteralmente “soffrire” o “emozionarsi”) è una delle due forze che regolano l’animo umano secondo il pensiero greco. Esso si oppone al Logos, che è la parte razionale. Il Pathos infatti corrisponde alla parte irrazionale dell’animo.

Ecco spiegato perché i sintomi non sono altro che spie_allarmi inviati dal nostro corpo che partecipa e viene coinvolto dalle emozioni del nostro animo. Essi ci avvisano che la nostra direzione, il nostro allineamento non è corretto..

E’ proprio per questo motivo che si devono saper riconoscere e ascoltare, meglio se al loro insorgere, gli stati di ansia, agitazione, turbamento, inquietudine e intervenire repentinamente per correggere..

Facciamo un esempio: eccesso di Stress , problemi digestivi, del sonno, della pelle, problemi del metabolismo in genere sono spesso denominati psicosomatici, appunto quegli stati deboli che originano dalla psiche, dalla nostra mente: il soma, cioè il corpo, non ha nulla di malato si rende solo messaggero di ciò che la nostra testa_mente non vuole né vedere né tanto meno affrontare.

Jodorowsky, con questo suo scritto ci raffigura la corrispondenza malessere corpo_mente con una metafora poetica:

“ Il corpo grida quello che la bocca tace

La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.
Molte volte…
Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.

Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.”

              A. Jodorowsky

E voi come state..?
Alla luce di queste informazioni
Proviamo ad ascoltarci..capirci..

Dove ha origine questo malessere?

E se fosse venuto a farci vedere qualcosa, proprio per permetterci di vedere..?

Il corpo è la manifestazione dei sintomi, perché non si sopporta più quel determinato comportamento, rifiuto, abbandono, tradimento, giudizio, lavoro, persona, situazione, rapporto..come fosse una maschera di protezione..ma al contempo ci sentiamo inadeguati e insoddisfatti..

Se avete capito e volete mettere ordine , ci avete provato ma non ci siete riusciti, o non avete gli strumenti o il riferimento adatto..e volete trovare un’ alternativa naturale, sicura ed efficace, venite a trovarci.

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Fonte: www.metodosiisalute.it

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Oligoelementi

Oligoelementi

Nel Metodo Sii Salute, talvolta possono essere rilevate con il test kinesiologico una carenza energetica di uno o più oligoelementi. Cosa sono gli OLIGOELEMENTI: Il corpo umano contiene diversi minerali. Gli uni, come il Calcio, partecipano alla struttura stessa degli organi e dei tessuti, e per questo fatto, si trovano in quantità importanti nel nostro organismo. Gli altri, come il Manganese, il Rame, lo Zinco, etc., sono presenti in quantità minime, quantità che un tempo erano considerale, all’inizio, ne più ne meno, che delle impurità. Questa è la ragione per la quale questi minerali sono stati chiamali oligoelementi ove la radice greca “oligos” significa poco abbondante..

C’è voluto il genio di Gabriel Bertrand per conoscere il ruolo estremamente importante che giocano questi elementi, malgrado la loro esigua quantità, sia nei vegetali che negli esseri viventi. Un altro ricercatore Jacques Mènètrier, a cui va il merito di aver compreso che questi elementi, somministrati sotto una forma fisico-chimica adeguata, permettono, grazie ad un riequilibrio degli scambi, di migliorare il funzionamento del nostro organismo, sia sul piano fisico che psichico.

In questa ottica, le irregolarità degli scambi che noi dobbiamo riequilibrare, diventano le malattie funzionali e il modo di trattarle diventa la medicina funzionale

Gli oligo–elementi nella pratica medica.
Gli oligoelementi utilizzati per il trattamento delle malattie funzionali permettono un riequilibrio degli scambi organici. Parecchi corpi solubili ed insolubili hanno la proprietà d’esercitare su altri corpi un’azione molto differente dall’affinità chimica. Essi agiscono producendo, in questi corpi, una decomposizione dei loro elementi ai quali essi restano estranei. Questa nuova forza, sconosciuta per lungo tempo, è comune alla materia organica ed inorganica. La ricomposizione di corpi tramite questa forza si chiama forza catalitica e catalisi l’attività che ne deriva. La forza catalitica (non del tutto indipendente dall’affinità elettrochimica) si esplica

* per il posto che occupa il metallo o metalloide fra gli elementi detti “di transizione” nelle classificazioni di Mendelieff

* per le caratteristiche particolari di questi corpi, come la mobilità e la disponibilità, in rapporto con una non saturazione dei loro strati elettronicper l’importanza ben conosciuta degli oligoelementi nel sistema enzimatico.

Gli enzimi hanno infatti la proprietà (secondo D. E. Koshland) di modificare la ripartizione degli elettroni e di porre le molecole nella situazione migliore durante i processi di scambio.
Malgrado l’originalità di questa concezione, la medicina funzionale viene con successo associata ad altre terapie (omeopatia, fitoterapia, aromatoterapia e alla stessa medicina classica), potenziandone gli effetti. Non vi è alcuna alcuna incompatibilità fra la Terapia catalitica e le altre Terapie, a condizione che

a) l’organismo sia ancora in grado di reagire alle terapeutiche naturali

b) le difese organiche non siano state turbate da farmaci troppo violenti ed inopportuni .

GLI OLIGOELEMENTI

ALLUMINIO

Utilizzato nei disturbi minori dell’adattamento scolare: lentezza di ideazione, atonia cerebrale ritardo dello sviluppo intellettuale. Disturbi leggeri del sonno.

CALCIO

Turbe dei metabolismo calcico e loro sintomatologia (alterata ossificazione, carie, osteoporosi).

COBALTO

Coadiuvante nelle emicranie.

CROMO

Trattamento della iperglicemia di lieve grado. Alterato metabolismo dei grassi e dei glucidi.

FERRO

Nelle anemie sideropeniche per mancanza di ferro dovuto a mancanza di ferro sia per difetto di apparato sia per perdita di ferro.

FLUORO

Prevenzione carie dentaria. Nei bambini scoliotici con iperlassismo legamentoso.

FOSFORO

Stati di distonia neurovegetativa e di quella sindrome denominata dalla scuola francese “spasmofilia”.

IODIO

Turbe tiroidee. lpo e ipertiroidismo, dismenorrea, obesità, ipertensione.

LITIO

Manifestazioni psichiche o psicosomatiche minori. Ansietà.

MAGNESIO

Distonie neurovegetative e stati raggruppati sotto il termine di spasmofilia. Dolori in genere.

MANGANESE

Stati allergici. Turba di natura reumatica acute. Asma essenziale.

MANGANESE/COBALTO

Turba circolatorie Pesantezza e stanchezza arti inferiori. Emorroidi.

MANGANESE/RAME

Modificatore dei terreno in particolare nel corso dei stati infettivi od allergici della sfera ORL

MANGANESE/RAME/COBALTO

Stati astenici

NICHEL

Turbe epatopancreatiche. Sregolazioni glicemiche. Cellulite, obesità, sovraffaticamento.

POTASSIO

Manifestazioni muscolari funzionali e di crampi. Turbe dei metabolismo dell’acqua e nelle artrosi.

RAME

Stati infettivi virali. Stati influenzali e nelle affezioni infiammatorie.

RAME/ORO/ARGENTO

Convalescenza malattie infettive quali influenza ed altre malattie virali. Astenia totale. Psicoastenia.

SELENIO

Micosi, acne seborroica, anemia, gotta, ritenzione idrica, riniti e faringiti.

ZINCO

Utilizzato nel corso di affezioni cutanee.

ZINCO/COBALTO

Affezioni cutanee, coadiuvante nelle emicranie.

ZINCO/RAME

Difficoltà di adattamento delle ghiandole endocrine agli stimoli di natura ipofisaria; ritardi dello sviluppo, sindrome adiposo genitale.

ZOLFO

Affezioni recidivanti cutanee, reumatologiche e nella sfera ORL

CLINICA DEGLI OLIGOELEMENTI

Noi pensiamo che le malattie possano suddividersi in tre categorie

  • Le malattie organiche, gravi, lesionali, in grado di porre in pericolo, a volte a breve scadenza, la vita stessa del malato (patologie gravi del cuore, dei reni, del sangue, tumori, etc.). In questo caso gli oligoelementi e la terapia catalitica non risultano di alcuna efficacia.
  • Le malattie funzionali pure, sprovviste cioè di lesioni apparenti. Tutte le affezioni che possiamo configurare come”stati” che specifiche patologie, ma che potrebbero volgersi in malattie (affaticamenti, turbe circolatorie, stati depressivi moderati etc.) .
  • I fenomeni patologici misti, caratteristici per la coesistenza di turbe funzionali ed offese organiche (denominate “organo funzionali”).

Questa categoria è situata tra malattia grave e malattia funzionale purea. Tale categoria comprende malati ancora capaci di reazione e di recupero, come in”zona di reversibilità”. Queste ultime due categorie le affezioni funzionali e le organofunzionali (malattie delle funzioni) costituiscono il campo d’azione degli oligoelementi.

Nelle prime (in un periodo medio-lungo) si potranno somministrare con successo solo gli oligoelementi; nelle seconde si dovrà essere associata una terapia adeguata (medicina classica, fitoterapia, omeopatia, etc.) potenziandone l’efficacia.Si potrà notare così che un certo antibiotico o un antinfiammatorio (naturali o no) daranno una migliore e più rapida risposta con l’ausilio degli oligoelementi. La stessa ‘evoluzione dello stato patologico in causa sarà più favorevole.

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Curarsi consapevolmente attraverso il proprio stile di vita

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Eccoci davanti alla classica domanda da un milione di dollari: come è possibile che, al giorno d’oggi, ci ammaliamo ancora?

Sembra che, nella nostra evoluta civiltà occidentale senza microbi, piena di comfort, con grandi ospedali, medici super-specializzati, farmaci all’avanguardia che agiscono contro ogni male, ci ritroviamo ad affrontare una vera e propria “epidemia” di allergie, d’intolleranze alimentari, di malattie autoimmunitarie, o patologie degenerative, oppure anche solo di stress o di disturbi che vengono definiti psicosomatici.

Come siamo giunti a questo paradosso? Ritengo che molti dei motivi partono da come stiamo maltrattando l’ambiente dove viviamo e muovono nei campi della nutrizione e dello stile di vita.

Il passare da una società più in equilibrio con la Terra, che aveva grandi spazi verdi, che viveva all’aria aperta fin dalla più tenera età, che era di certo esposta ai capricci della natura ma dal loro superamento ne uscivarafforzata ad una società urbana, ha avuto i suoi effetti.

Primo luogo comune da superare: i microorganismi sono parte integrante della nostra esistenza. Non vanno combattuti con l’obiettivo di sterminarli fino all’ultimo, anche perché molti di essi sono necessari ai nostriprocessi biologici. Pensate solo a tutti i microorganismi che abitano nel nostro apparato digerente, assolutamente cruciali per la nostra vita. Ma anche quelli esterni, che a prima vista risultano dannosi alla salute, servono, soprattutto durante la prima infanzia, ad allenare il nostro sistema immunitario.

I globuli bianchi sono la nostra milizia difensiva, dei veri e propri soldati a protezione permanente di quella grande fortezza che è il nostro corpo. Ma i globuli bianchi, come tutti i militari, vanno addestrati e rinforzati e, per ottenere tutto questo, hanno bisogno di un avversario contro cui confrontarsi.

Se una mamma non permette a suo figlio di giocare all’aria aperta, di sporcarsi, di tagliarsi e sanguinare di tanto in tanto e quindi, in ultimo, di esporsi ad agenti infettivi, batterici e virali, andrà ad ostacolare la giusta maturazione del sistema immunitario di suo figlio.

La cura dell’igiene è sacrosanta e ci ha allontanato dalle grandi epidemie che nei millenni precedenti flagellavano con costanza le popolazioni di tutto il globo – basta ricordare la tristemente celebre “Morte Nera”, la terribile epidemia di peste che, tra il 1347 e il 1353, uccise tra i 20 e i 25 milioni di persone in Europa, circa 1/3 della sua intera popolazione -, ma ora stiamo andando verso l’eccesso opposto. L’igiene sta diventando una vera e propria ossessione maniacale, che in alcuni paesi, come Giappone o Stati Uniti, ha raggiunto dei livelli patologici.

Quello di cui non ci si accorge, oltre al mancato allenamento del sistema immunitario, è che tutti i farmaci, glispray, i detersivi, gli shampoo più efficaci – intendendo per efficacia la loro capacità di annientare la maggior parte dei microorganismi – tendono a fare male, a lungo, sia a noi, sia al nostro ecosistema.

A queste considerazioni più schiettamente scientifiche dobbiamo aggiungere quelle di natura psicologica esociale. Ci sono numerosi studi americani e inglesi che hanno certificato che il nostro corpo e la nostra psichevengono influenzati fin da prima della nascita, attraverso lo stato della propria madre.

Se questa è sottoposta a forte stress o ansia, o peggio – magari ha cattive abitudini come fumo o alcool -, questo fatto andrà ad influire sulla natura chimica, fisica ed energetica del nascituro. Una madre che passa la gravidanza a lavorare in un ambiente malsano 8 ore al giorno, guidando a lungo, che mangia cibi trattati o comunque pesanti, che ha intorno delle persone o delle situazioni che la mantengono in uno stato di squilibrio psichico costante o che guarda ogni istante libero la televisione, dove viene bombardata da immagini e notizie negative o semplicemente stordenti – ricordiamo che la tv agisce per la nostra mente come un potente Valium – non potrà che dare un imprinting di partenza negativo al bambino.

Se a questo aggiungiamo quello che avviene tra la nascita e la prima infanzia, soprattutto in relazione alle errate concezioni che la società – compresi tantissimi medici – ci mette in testa a proposito dell’allattamento e dellanutrizione – parleremo in futuro, dei danni del latte vaccino -, avremo tutti gli ingredienti per un’umanità sempre più debole e inadatta, biochimicamente, ad affrontare in modo dinamico, pieno ed efficace la vita.

Qual è la soluzione a tutto questo? Non mi stancherò mai di dirlo, ma alla base di tutto sta una corretta informazione, unico elemento che ci porta ad avere la giusta consapevolezza per affrontare al meglio la nostra esistenza. Oltre la conoscenza sta un ultimo elemento, veramente cruciale, che è l’azione. Benjamin Franklin una volta disse che “Ben fatto è meglio che ben detto” e non potrebbe trovarmi più d’accordo.

Il sapere, senza l’agire, è il danno peggiore che possiamo farci.

Perciò una volta che ci saremo informati la prima cosa da fare sarà il metterci in gioco, apportando i necessari cambiamenti al nostro stile di vita. Unico modo che sicuramente porta alla soluzione di una gran parte di stati patologici che attualmente soffre la popolazione che vive nel cosiddetto “mondo civilizzato”.

Giuseppe Massaiu

Fonte: www.studiomassaiu.it

Come trasformare la PAURA

Tutti abbiamo paura di qualcosa.

Chi di rimanere solo. Chi di interagire con gli altri. Chi di non riuscire. Chi di sognare. La paura che immobilizza, va trasformata in P.A.U.R.A che ti riempie di forza e energia. Sta sempre a noi scegliere come vivere una determinata emozione, situazione, evento.

Buona visione

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