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ltalia: arriva la Legge Antispreco ed è subito un successo!

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Lo scorso 2 agosto è entrata in vigore la nuova Legge Antispreco che permette di donare cibo invenduto o in eccedenza dei luoghi di ristorazione per fini caritatevoli.

L’approvazione della legge ha convinto i ristoranti, prima restii a donare per paura di infrangere le norme igenico-sanitarie, a dare una “seconda vita” ai pasti invenduti. Infatti, da quest’anno i donatori potranno usufruire di sgravi fiscali e di uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato.

Questa legge è una delle eredità di Expo 2015 e non si applica solo alle eccedenze dei luoghi di ristorazione, ma anche ai prodotti agricoli e farmaci.

Anche le mense scolastiche, aziendali ed ospedalieri saranno coinvolte nella prevenzione allo spreco. Secondo il Ministro delle Politiche Agricole l’obiettivo è quello passare da 500mla ad 1 milione di tonnellate di cibo raccolto e distribuito, con la speranza di ridurre del 50% in dieci anni la quantità di cibo sprecato.

Lo spreco di cibo è un problema mondiale. Infatti, secondo la FAO ogni anno vengono buttati 1,3 tonnellate di alimenti, con un impatto sull’ambiente di 170 milioni di tonnellate di CO2 ed il conseguente spreco d’acqua e consumo di suolo.

La Legge Antispreco porterà benefici non solo da punto di vista economico ma sopratutto sociale e ambientale; una scelta che si rivelerà vincente solo se continueremo ad educare le future generazioni sulla cultura del cibo.

Fonte: www.ilsorrisoquotidiano.it

Intervista

Mister Pensa Positivo

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Pubblico l’intervista che ho tenuto alla web-radio IRF di Luis Fusaro in cui parlo di Pensa Positivo e … del suo Mister. Tanti non mi conoscono bene, alcuni affatto e questa vuol essere per me la miglior occasione per presentarmi in qualche modo a voi tutti. Inoltre come ascolterete verso la fine dell’intervista, ci sono grandi sorprese in arrivo, per cui, mettetevi comodi e soprattutto mi aspetto un vostro parere qui sotto. Inoltre, caro amico o amica che leggi, se hai bisogno di aiuto e non sai a chi rivolgerti, se vuoi parlare liberamente di una questione personale senza subire il giudizio altrui, scrivi a: lapostadelcuore@pensapositivo.eu

E’ garantito il massimo rispetto della privacy e della confidenzialità. Sarà mia cura offrire il massimo supporto alle varie richieste, rispettando la volontà dei richiedenti.

Grazie di cuore a tutti, Giuseppe 🙂

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Spiaggia per disabili

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Da oggi non è più un sogno o un progetto, ma una realtà. Il Comune di Chiavari, con la collaborazione di ANFFAS Tigullio Est Chiavari e dell’Opera Diocesana Madonna dei Bambini – Villaggio del Ragazzo ed il sostegno economico della Regione Liguria, degli Istituti di Credito (Gruppo Banca Carige, Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, Banca Passadore, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, Banca Popolare di Vicenza) e di un privato, ha infatti realizzato, già per quest’estate “La Spiaggia per tutti”, il primo arenile a Chiavari, pubblico, gratuito, accessibile a tutti, con l’assistenza di personale dedicato presente tutto il giorno, per tutta la settimana, per tutta la stagione.

Un servizio nuovo, di alto livello sociale, da tempo molto atteso, unico nel suo genere, a vantaggio di tutti, cittadini e turisti, con disabilità che, altrimenti, si troverebbero nell’impossibilità di fruire agevolmente del mare. Si tratta di una superficie con strutture ed attrezzature finalizzate a rendere fruibile la libera balneazione da parte di persone in situazione di disabilità.

Ecco le attrezzature a disposizione: un chiosco ottagonale ad uso reception/area servizi, spogliatoi accessibili, due bagni riservati alle persone diversamente abili che si aggiungono ai bagni pubblici a servizio dell’intera spiaggia, due docce, (anche con acqua calda), passerella per arrivare fino in acqua, piattaforme accessibili ombreggianti, mappa tattile, lettini da mare rialzati, un sollevatore elettrico, un lettino elettrico e vari modelli di sedie che consentono lo spostamento sulla sabbia e l’ingresso in acqua in perfetta sicurezza, ombrelloni e sdraio per i famigliari che accompagnano il parente disabile.

Le strutture sono state scelte in modo che siano in grado di coniugare non solo funzionalità a 360 gradi ma anche l’aspetto estetico, cercando di soddisfare ogni esigenza della persona, senza marginalizzare l’utenza disabile rispetto a quella normodotata, in un’ottica di massima integrazione possibile tra le persone. Inoltre, sarà a disposizione dell’utenza, sempre gratuitamente, personale dedicato che provvederà all’assistenza degli utenti in spiaggia e all’accompagnamento alla balneazione, anche mediante prenotazione telefonica o via email, dalle 9.30 alle 18.30, per garantire una piacevole e maggiormente agevole permanenza, sia sulla spiaggia sia in mare.

La spiaggia sarà fruibile dal lunedì alla domenica, dal 25 giugno fino al 30 di settembre. “Si tratta di un progetto di grande valore sociale che dimostra, ancora una volta, l’impegno concreto e l’attenzione che questa Amministrazione riserva alle problematiche connesse alla disabilità. Il progetto, unico nel suo genere in tutto il comprensorio, nato in sinergia tra pubblico e privato, consente di fornire un servizio di altissimo livello a vantaggio delle centinaia di persone con disabilità, anche gravi, presenti nel nostro territorio, che altrimenti non avrebbero possibilità di godere del nostro mare, non solo mediante attrezzature e strutture accessibili, ma anche attraverso l’assistenza di personale dedicato. Vista la sua grande potenzialità attrattiva, sarà una struttura capace di richiamare persone anche da fuori regione. Abbiamo scelto le attrezzature migliori e le strutture più belle per creare un luogo di accoglienza, con ogni confort, che realizzasse davvero l’obiettivo di questo progetto, ovvero la massima assistenza ed integrazione possibile tra le persone”, spiegano il sindaco Roberto Levaggi e l’assessore Nicola Orecchia.

Alla cerimonia d’inaugurazione, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e al termina della quale è stata impartita la benedizione da Prete Rinaldo Rocca, sono intervenuti anche l’assessore regionale Marco Scajola, la Presidente di ANFFAS Tigullio Est Chiavari Egle Folgori, il direttore del Villaggio del Ragazzo, Giuseppe Grigoni. Presente anche Claudio Puppo, Segretario coordinatore della Consulta Regionale Handicap e componente della Commissione Regionale Spiagge.

Fonte: www.genova24.it

A Pistoia con i libri si combatte la ludopatia.

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Si chiama Alessandra Vannetti ed è la titolare del bar “Nazionale” di Pistoia. Qualche mese fa, per combattere il fenomeno della ludopatia (dipendenza dai giochi elettronici o d’azzardo), ha deciso di sostituire quelle presenti nel suo locale con una libreria.

“È da diverso tempo che volevamo togliere quelle maledette slot machine che attiravano anche una cattiva clientela.  Avevamo solo due slot perché non abbiamo mai voluto alimentare quel tipo di mercato.”

Un’iniziativa lodevole che ha subito ricevuto il sostegno della comunità cittadina tanto che, grazie al tam tam, il numero di libri portati dai cittadini sono aumentati fino ad occupare tutti gli scaffali.

“In casa siamo tutti lettori fortissimi […] abbiamo tanti clienti che vengono qui, uomini e donne, e che prendono in prestito i libri. Oppure tanti si fermano a consumare qualcosa e sfogliano qualche volume. […] l’iniziativa è piaciuta molto e ne sono davvero soddisfatta”

Fonte: www.ilsorrisoquotidiano.it

Il sindaco ottimista che mantiene le promesse

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Ispirato da una filosofia che fonde l’etica con la politica, animato di buon senso pratico e spirito civico di servizio, elegantemente investito da un’educazione e compostezza d’altri tempi, Giuseppe Proietti, sindaco di Tivoli eletto al ballottaggio del 2014 con il 51% dei voti, è un esempio senza pari nell’olimpo conosciuto dei politici italiani che, visto il tempo di elezioni, si auspica possa essere seguito. 

Con un curriculum da medaglia d’oro al Benemerito della Cultura e dell’Arte, il sindaco Proietti, per tutti Pino, ha inserito ottimismo, entusiasmo e partecipazione come principali ingredienti della sua meritevole amministrazione e sta restituendo alla città lo splendore che le aveva meritato il nome di Tibur Superbum.

“Con la cultura si mangia”, diceva in una campagna elettorale decorata da tanti cuori di panno rosso, e delle 60 pagine di programma distribuite a tutte le famiglie tiburtine ha mantenuto tutte le promesse.

“Ho percepito una profonda sfiducia nei partiti e l’amministrazione pubblica ma anche un grande entusiasmo e voglia di fare che non si devono spegnere, perché solo così si può restituire fiducia nelle istituzioni. I cittadini chiedono solo di non essere ostacolati. Bisogna saper raccogliere la richiesta di partecipazione che viene dalla comunità civile. (I politici) dovranno prima o poi fare i conti con questo spirito. O se ne prendono carico e ne verranno travolti”. Parola di Giuseppe Proietti.

Entrato in municipio, Pino si rimbocca le maniche e incoraggia tutti i cittadini a partecipare. Elimina la burocrazia e fornisce linee guida per le associazioni incoraggiandole a organizzare eventi, e la città si colora di spettacoli, festival, concerti, iniziative per bambini rendendola turisticamente attraente e viva.

Ripulisce la città dai rifiuti e introduce la raccolta differenziata porta-a-porta raggiungendo in pochi mesi il 40%: oggi Tivoli è pulita e la TARI è diminuita del 13,5%.

Fa ristrutturare la Cittadella dello Sport che aveva fatto guadagnare un tapiro per il degrado e l’abbandono all’amministrazione precedente e ora accoglie eventi sportivi nazionali e viene chiamata il Parco dei Miracoli.

Nonostante i tempi di crisi e tagli, aumenta il budget delle attività culturali da 89 mila a 830 mila euro; vanta di aver ottenuto il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco per Villa D’Este e Villa Adriana e sta lavorando per ottenere lo stesso fregio anche per Villa Gregoriana, che farebbe diventare Tivoli l’unica città al mondo con tre siti riconosciuti dall’ente culturale dell’ONU. Istituisce la nuova figura di consigliere del sindaco e si avvale di 52 volontari professionisti nel loro settore che propongono soluzioni a problemi che siano a favore della città e dei cittadini.

Del resto è un volontario anche lui, avendo rinunciato allo stipendio, l’autista, l’auto e il cellulare di servizio. Anche all’abbonamento gratuito ai parcheggi.

Ha abolito i posti riservati all’amministrazione a due passi dal municipio e lascia l’auto a distanza per poter camminare nella città, vedere le cose da migliorare e parlare coi suoi concittadini. Quando è invitato a spettacoli compra il biglietto e se gli capita di prendere una multa la paga.

Un esempio da emulare, dato da una persona il cui cuore non è fatto solo di panno rosso.

Fonte: www.buonenotizie.corriere.it

423 GRAMMI e una forza da gigante!

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Si chiama Lavinia, ha solo un anno e mezzo, ma ha già una storia da raccontare. È nata il 24 dicembre 2014 a sole 23 settimane di gestazione, un esserino di 22 cm che pesava 423 g. Lo racconta mamma Barbara, che ammette “mia figlia è viva ed è sanissima grazie alla sua forza e ai progressi della medicina che oggi danno grandi speranze”.

Barbara Magagnoli, 40 anni, era ricoverata all’ospedale Sant’Orsola di Bologna per un cerchiaggio uterino d’emergenza. Quella notte si sono rotte le acque e tutti erano convinti di assistere ad un aborto, ma così non è stato. Lavinia voleva vivere, ha tentato di piangere e così il Dr. Luigi Corniglio, responsabile del reparto di terapia intensiva neonatale, ha deciso di tentare il tutto per tutto. 130 giorni in terapia intensiva, in cui la piccola si è ammalata anche di polmonite, ma con forza ha superato anche questa.

Aveva la pelle talmente sottile che si intravedevano gli organi, quando mi hanno permesso di sfiorarla per la prima volta temevo di farle male. Invece lei con la sua manina stringeva con forza il mio dito” racconta Barbara, che proprio ieri ha raccontato la sua storia al Festival delle Scienze Mediche a Palazzo Re Enzo a Bologna. Lavinia ha vinto questa battaglia per tre motivi, ammette il medico: perché è una bimba geneticamente forte e sana, per i progressi della medicina e per un pizzico di fortuna.

Fonte: www.ilsorrisoquotidiano.it

 

Parkinson, inventato un guanto che riduce il tremore quasi a zero

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Uno studente di medicina di ventisei anni ha progettato un guanto munito di giroscopio meccanico in grado di diminuire i tremori del Parkinson dell’ottanta per cento. Il prototipo sarà commercializzato nel 2017 a un costo di circa cinquecento euro

Il Parkinson è una malattia che colpisce in Italia circa trecentomila persone, causando tremori soprattutto agli arti e rendendo difficile la vita di tutti i giorni. La fisioterapia e alcuni farmaci sono usati per limitare i danni di questa patologia ma non sempre portano i benefici sperati. La ditta americana Gyrogear ha creato un guanto in grado di diminuire i tremori dell’ottanta per cento grazie alle leggi della fisica.

Il progetto del guanto

All’interno del guanto è presente un giroscopio, ovvero un dispositivo in rotazione intorno a un asse che ne impedisce la caduta, come una trottola. Il giroscopio meccanico presente all’interno del guanto bilancia e contrasta la forza del tremore, permettendo quindi un movimento più stabile. Il Gyroglove è stato creato da un giovane studente di medicina dopo aver visto molti casi di Parkinson negli ospedali. «Ogni piccola scossa viene automaticamente contrastata – spiega l’inventore Faii Ong che ha solo ventisei anni – così si può fare tutto più liberamente, dal sollevare una penna a cucinare». Il prodotto può essere sfruttato anche da chi soffre di tremore essenziale, una patologia molto più diffusa del Parkinson che colpisce circa il sei per cento della popolazione mondiale. Ong ha creato il primo guanto grazie ad alcune donazioni ma spera di portarlo in commercio nel 2017 a un prezzo che dovrebbe aggirarsi intorno ai cinquecento euro. «I nostri test dimostrano che i tremori non sono più percettibili quando lo si indossa, ma siamo ancora alle prime fasi del progetto. La cosa più bella è stata vedere una persona affetta da tremori negli ultimi quaranta anni riuscire a sollevare un bicchiere e bere acqua senza problemi. Queste cose ci fanno andare avanti» racconta Ong che lavora a Londra.

Non solo per il Parkinson

In commercio esistono già cucchiai, penne e tazze che contrastano il tremolio delle mani di chi le usa, ma il guanto potrebbe essere una soluzione universale. Inoltre il suo utilizzo potrebbe essere utile per chi fa lavori di estrema precisione, come i chirurghi. Il prodotto pesa circa duecento grammi e finora l’unica nota negativa è data dal rumore che produce il giroscopio quando è messo in azione, ma gli studiosi stanno lavorando per eliminare questo problema. I pazienti che hanno avuto modo di indossare il guanto hanno descritto l’esperienza come quella di muovere la mano dentro una gelatina: i movimenti sono liberi ma leggermente rallentati. Una soluzione comunque più che accettabile per chi di solito soffre di tremori costanti. Ong e i suoi collaboratori stanno lavorando a degli strumenti simili per altre parti del corpo come le gambe, così da fermare la malattia in maniera più diffusa. Grazie alle sue invenzioni i malati di Parkinson potrebbero tornare a scrivere, guidare e mangiare senza problemi e senza dover contare sull’aiuto di un assistente. Per questo i progressi dei progetti della Gyrogear sono osservati con interesse da tutto l’ambiente medico.

Fonte: corriereinnovazione.corriere.it

Il regalo dei miei 18 anni? Dare una casa ai costaricani

Costa rica

Maddalena Andolfato era andata nel Paese centro-americano per un anno di liceo con Intercultura. Ma un ragazzo tedesco le ha fatto conoscere il fango delle baraccopoli. Tornando a Milano ha organizzato una donazione «virale» attraverso un blog

Arriva il 2015 e Maddalena entra nei 18 anni, che compirà a novembre. Fino a marzo, nel tempo libero, dedica a costruire case. Sono da poco trascorse le sei del mattino e l’aria è calda, l’umidità tocca il 100% e il termometro sotto i 35 gradi ci capita di rado. La polvere a Los Pochotes, zona nordoccidentale del Costa Rica, è la norma. Qui tre cose sono certe: la polvere, le carestie e la povertà. «Sì, lo so, quando si dice Costa Rica si pensa a benessere e ricchezza — spiega — ma non è cosi». Pensa ai suoi abitanti, quelli a cui ha prestato gambe e braccia per costruire nuove abitazioni. Lo ha già fatto e lo rifarebbe mille volte, all’altro capo del Paese a El Tecal, meno di cinque chilometri dalle coste dell’Atlantico, a più di mille miglia dal benessere, con la pioggia che batte senza sosta per dieci mesi all’anno. «È stato impressionante — ricorda Maddalena —. Il terreno era ricoperto dal fango, di quello in cui si sprofonda fino alle caviglie. Le case non avevano pavimento e le pareti portavano una struttura fatta con improbabili assi di legno rivestite con sacchetti di plastica». L’idea che sul pianeta ci fossero persone che non dessero per scontato lo sgorgare di acqua dal rubinetto (perché l’unica fonte a El Tecal si trova a un chilometro di distanza dal paese) non aveva mai sfiorato la ragazza: «Fino a che non ci si trova davanti queste situazioni non ci si rende conto sul serio». Poi la scuola finisce, c’è il rientro a Milano.

Ma la testa è ancora lì, a quel giorno di marzo in cui ha visto sorridere la piccola Yuli per la sua nuova casetta: 14 anni, quattro fratelli da crescere, prima della classe e anche rappresentante d’istituto. Cosa poter fare ancora per lei e per tutti gli «amici» lasciati lì a oltre diecimila chilometri di distanza? L’idea arriva un pomeriggio, con le amiche. Si parla della imminente festa di diciotto anni: vestiti, party, regali. «I regali», pensa Maddalena. È qui che prendono forma i suoi «techottoanni». Una festa diversa (anche nel nome) da tutte le altre: niente discoteche, niente spese inutili. Fate una donazione!
È questa la call to action che Maddalena lancia da un blog creato in poche ore (imieitechottoanni.wordpress.com). «Per costruire una casa ci vogliono 2.500 euro. Se in 250 persone doniamo 10 euro ce la facciamo. In fondo, significa rinunciare ad un aperitivo», scrive sul blog. A rinunciare al drink a inizio novembre sono già 200 persone. Intanto, arrivano le magliette con l’indirizzo del sito e le brochure, realizzate da amici volenterosi. Domenica 29 novembre, cinquanta giovani milanesi si distribuiscono nelle principali piazze del capoluogo lombardo per festeggiare il compleanno di Maddalena. Lei sfreccia con il motorino da un capo all’altro della città. Ringrazia, parla con le persone, racconta la sua storia. Tutti si adoperano per spiegare, far capire che quella di Mad è un’idea semplice: provare a cambiare un po’ di destini. Alla sera a rinunciare a quell’aperitivo sono state circa 800 persone. E a distanza di un mese esatto c’è anche un piccolo emulatore in provincia di Pavia, a Broni. Lui ha 9 anni e per il suo compleanno ha deciso di raccogliere fondi nella sua classe per aiutare un coetaneo del Camerun grazie alla Ong Amref. Maddalena sorride alla notizia e già pensa al suo ritorno in Costa Rica.

Fonte: www.corriere.it

A Roma arriva “Il muro della gentilezza”

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La buona notizia di oggi arriva dalla nostra capitale, si tratta de il muro della gentilezza.

L’idea è tanto originale quanto semplice: mettere a disposizione un muro esterno, per esempio quello di un edificio pubblico, per farlo diventare un colorato attaccapanni dove le persone appendono liberamente i loro vestiti in eccesso lasciandoli a disposizione per i senza tetto.

Questo progetto prenderà il via il prossimo 19 marzo 2016 partendo dal XV municipio di Roma, dove ogni anno si contano circa 5 mila senzatetto che vivono per strada senza coperte, indumenti, sapone, scarpe, o calzini. Una realtà triste che oggi deve fare il conti anche con “i poveri del nuovo millennio”, anziani pensionati che vivono in condizioni ai limiti della dignità.

L’iniziativa promette bene e sembra destinata diffondersi in moltissime città d’Italia.

La prof. è malata di cancro, gli alunni rinunciano alla gita per donarle i soldi

Prof cancro

Tutti sognano di andare in gita a conclusione dell’anno scolastico, è innegabile, non è così per gli alunni della Profile School di Bethlehem, in Pennsylvania.

Infatti, dopo aver appreso che la professoressa Courtney Vashaw, direttrice dell’istituto, si è ammalata di cancro, hanno deciso di rinunciare alla gita per pagarle le cure.

Il viaggio era stato programmato con largo anticipo, 4 anni fa, lo scopo era quello di pernottare 4 notti al Ridin-Hy Ranch, un resort nello stato di New York. All’inizio di maggio la professoressa ha scoperto che aveva un male rarissimo, un sarcoma sinoviale, e, una volta comunicato che non avrebbe preso parte alla gita per motivi di salute, gli studenti non hanno esitato a indurre un’assemblea d’istituto per capire come poter aiutare l’insegnante.

Il risultato è stato quello di donare 8 mila dollari (7 mila euro o poco meno) per le cure, ovvero tutti i risparmi messi da parte per la gita. 

Da cosa nasce cosa, ed è già stata organizzata una raccolta fondi extra.

«Lei ci ha dato molto e noi abbiamo voluto ringraziarla per questo», ha commentato uno degli studenti.

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